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Nasce una centrale idroelettrica in zona Guardasone

Accordo tra le bonifiche Emilia Centrale e Parmense. Altri due impianti sono previsti a San Polo e Canossa

SAN POLO. Non è un primo passo verso la realizzazione della diga di Vetto – secondo quanto prospettato dal primo dei quattro scenari illustrati di recente alla Gazzetta da Meuccio Berselli, segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale del Po – ma è pur sempre un passo verso la razionalizzazione dell’acqua in cui il problema del deficit idrico viene riconosciuto da tutti. Di fatto, con un progetto congiunto, la Bonifica Emilia Centrale e la Bonifica Parmense annunciano la realizzazione di una centrale idroelettrica che servirà Fontaneto (San Polo) e Guardasone (Traversetolo). Il tutto nell’ambito di una «condivisione operativa di strategie comuni, progetti dotati di visione di medio e lungo periodo», spiegano le due bonifiche, che – in un periodo in cui l’irrigazione con i prelievi dal Po sta già mettendo sotto stress alcune fonti di approvvigionamento – hanno dato vita a un summit cui hanno partecipato, per l’Emilia Centrale, il presidente Matteo Catellani e il direttore Domenico Turazza e, per la Parmense, la neoeletta presidente Francesca Mantelli e il direttore Fabrizio Useri.

Buona parte del summit – spiegano le bonifiche – è stato dedicato «alle opere idrauliche e alle progettazioni inserite nei percorsi di finanziamento ministeriale e comunitario che avranno il compito provvidenziale di arginare il gap idrico che oggi vede un imponente deficit in Val d’Enza. Tra questi progetti spicca l’invaso di grandi dimensioni ad impatto sostenibile, il recupero dei laghi Balano e Verde, la traversa di Cerezzola, il recupero e impiego dei reflui depurati dal prossimo impianto di depurazione intercomunale presso Monticelli Terme, l’individuazione di aree idonee alla produzione di energie pulite idroelettriche e la realizzazione delle opere di efficientamento sul canale Spelta ( in territorio parmense, ma che trae la risorsa idrica dalla presa di Cerezzola sull’Enza)».


Su quest’ultimo l’Emilia Centrale, che gestisce con l’ente parmense il tratto di canale comune fino al partitore di Fontaneto, ha progettato il riordino funzionale del nodo idraulico con l’obiettivo di «una gestione più moderna attraverso l’automatizzazione di diverse paratoie sia di derivazione che di scarico: alle originarie funzioni irrigue del partitore – affermano le bonifiche – si sono aggiunte anche quelle di nodo dal quale attingere le portate destinate alla produzione di energia rinnovabili. Se sino ad oggi al nodo di Fontaneto veniva convogliata una portata massima di circa 4.000-4.200 litri/secondo, a breve si passerà a una nuova portata di circa 6.000 grazie alla sinergia tra i due enti, che presto attiveranno la nuova centrale idroelettrica nel casello idraulico di Guardasone, sulla sponda sinistra dell’Enza, dotata di una turbina adatta ai bassi salti della potenza nominale di 122 kw per una portata massima di 2.500 litri/secondo e una portata media di 1.470, e che produrrà energia per circa 840 megawattora l’anno. A questa centralina dovrebbero aggiungersene altre due nel primo tratto del Canale d’Enza – nei Comuni di Canossa e San Polo – in grado di produrre, complessivamente, 1.200 megawattora l’anno, la cui progettazione esecutiva sta per essere elaborata dal Consorzio Emilia Centrale, che se ne assumerà la gestione. Si tratta di energia pulita, prodotta praticamente ad impatto zero, ottenuta ottimizzando un sistema irriguo già esistente: il prelievo idrico dal fiume non verrà infatti aumentato. La gestione degli impianti e le modalità di prelievo sono regolate dalle Concessioni di derivazione di acqua pubblica con finalità irrigue e idroelettriche, rilasciate da Arpae Emilia Romagna».

Durante l’incontro si è parlato anche della necessità di garantire il mantenimento di un flusso costante capace di assicurare la presenza di acqua anche quando il regime torrentizio non lo consentirebbe: acqua utile al mantenimento del deflusso ecologico e della biodiversità in un’area che sarebbe completamente arida.

È stata poi analizzata la gestione idraulica degli impianti con l’aggiornamento sui bassi livelli del Po, che già in questo periodo, vista la perdurante assenza di precipitazioni, rende difficoltoso il prelievo, soprattutto agli impianti di Boretto e di Foce Ongina (Parma), complice il progressivo insabbiamento delle pompe cui l’Emilia Centrale, pur non avendone la diretta competenza, sta ponendo rimedio grazie all’intervento degli escavatori per dare il via definitivo all’irrigazione stagionale. —

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