Gruppo di estetisti, baristi e ristoratori dal sindaco: «Situazione drammatica»

La delegazione di commercianti ieri mattina in municipio. Artioli esprime solidarietà e si  impegna di riportare la loro situazione a Regione e prefetto

CAMPEGINE. Ieri mattina una delegazione di commercianti di Campegine, formata da ristoratori, baristi ed estetisti, ha incontrato il sindaco Germano Artioli per denunciare la drammatica situazione che stanno affrontando. Il Covid, le restrizioni imposte dall’emergenza e le numerose chiusure hanno messo in ginocchio soprattutto bar e ristoranti, portando all’esasperazione queste categorie anche in un piccolo centro come Campegine.

Ciò che lamentano è la continua instabilità delle disposizioni che il governo detta con preavvisi di appena due giorni, quando i ristoranti hanno già fatto la spesa e richiamato il personale dalla cassa integrazione. Una sorta di “interruttore” che si accende e si spegne in un attimo, ma con costi fissi elevati.


Presente all’incontro di ieri una decina di commercianti, tra i quali Pasquale Coppola, titolare del ristorante pizzeria “Canal Vecchio”. Che spiega: «Abbiamo chiesto l’incontro con il sindaco perché vogliamo che lui diventi portavoce della nostra situazione drammatica con il presidente della Regione Stefano Bonaccini e il prefetto Jolanda Rolli. È un momento di grande crisi, e gli scenari che abbiamo visto a Roma ci hanno indignati e toccati profondamente».

«Non hanno senso tutti i “colori” che ci hanno messo e che ci impongono le chiusure; stiamo andando avanti in questa maniera oramai da 13 mesi. Un apri e chiudi continuo», lamenta.

Il ristoratore punta il dito anche contro l’ultimo decreto Ristori emesso dal governo Draghi. «Una piaga – dice –. Moltissimi di noi non ci arrivano a questo aiuto perché non entriamo nei parametri richiesti da governo. Perciò a tantissimi miei colleghi questi aiuti, chiamiamoli aiuti ma in reatà sono delle briciole, non sono mai arrivati».

«Non ha senso tutto ciò – prosegue Coppola –. Abbiamo seguito tutte le regole, abbiamo seguito i distanziamenti dentro i locali. Perché non posso aprire? Anche con metà locale, io voglio lavorare. Se il diritto al lavoro è garantito dalla Costituzione italiana, nessuno può decidere quale sia più essenziale di un altro. Che sia chiaro: non vogliamo aiuti e decreti Ristori; vogliamo aprire e lavorare».

Sull’incontro di ieri mattina in municipio è intervenuto anche il sindaco Germano Artioli. «Io e l’assessore al commercio Daniele Fontanesi abbiamo incontrato una rappresentanza degli esercenti di Campegine – commenta il primo cittadino – che ci hanno esposto le loro difficoltà economiche ed umane determinate dalla perdurante situazione di chiusura, nonché dalla lentezza ed insufficienza dei contributi statali. Abbiamo manifestato loro la nostra solidarietà, chiarendo la necessità del rispetto, comunque, della normativa in vigore. Mi sono impegnato – assicura – a portare all’attenzione del presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e del prefetto di Reggio Emilia, Iolanda Rolli, la loro situazione e le loro ragioni, per far sì che permanga l’attenzione su una problematica che rischia di destabilizzare il nostro tessuto sociale ed economico». —


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