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Ruspe al parco del Quinzio? «Non è un’area di verde pubblico»

Il Comune risponde a chi si batte contro la cementificazione «È terreno edificabile fin dal piano regolatore del 1984» 

REGGIO EMILIA. I ragazzi che vi giocavano a calcio, le mamme con i bambini, gli anziani che vi trovavano svago e riposo all’ombra degli alberi, gli adulti che portavano a spasso il cane, quelli che vi si muovevano di passo o di corsa, quelli che si fermavano a fotografare le cicogne (in realtà più simili a gabbianelle) nel laghetto... tutti dovranno almeno chiedere scusa per avere sistematicamente invaso e calpestato un’area privata di novemila metri quadri, contornata su due lati da via Piaggia e sugli altri due da scuole e da un centro diurno.



La loro trasgressiva inosservanza è certificata dal Comune, che dichiara: «Il lotto di via Piaggia non è di proprietà comunale. Non è né destinato a verde pubblico, né a verde ad uso sportivo. L’area è edificabile, dapprima per servizi poi per funzioni residenziali, fin dal Piano regolatore generale del 1984».

Forse allora sono abusivi, collocati nottetempo dai frequentatori, i cartelli piantati ai margini con la scritta “Parco del Quinzio”? E sono volontari i giardinieri che anche nei giorni scorsi erano venuti per tagliare l’erba? Per verificarlo consultiamo l’elenco dei parchi e aree verdi pubblicato on line sul sito istituzionale del Comune e scopriamo una bella foto del “Parco del Quinzio” con alberi frondosi, panchine, un’altalena e uno scivolo per i bambini. La didascalia è inequivocabile: “Il Parco del Quinzio si trova in zona San Maurizio e vi si accede da via Alberto Ferioli, via Ferruccio Parri, via Carlo Piaggia, via Albert Einstein”.

Quindi si rimane perplessi leggendo la secca risposta che l’amministrazione comunale dà alle promotrici della protesta per l’imminente edificazione di quell’area, da quasi trent’anni utilizzata dagli abitanti del quartiere per lo svago, il gioco e il contatto con la natura: l’intervento è autorizzato e non può essere revocato. «La proprietà originale del terreno – scrive il Comune – era dell’Azienda ospedaliera e successivamente è stata inserita nell’Accordo approvato dal Consiglio comunale nel 2011 tra il Comune, l’Azienda ospedaliera stessa e Unieco, come contropartita nella permuta per l’acquisizione di aree di proprietà di Unieco necessarie per la realizzazione del Centro Oncoematologico». Per la costruzione del Core era necessaria l’acquisizione in via Marradi di un’area di 26. 700 metri quadri appartenente alla cooperativa Unieco. «In cambio – spiega il Comune – l’Azienda ospedaliera le ha ceduto l’area di via Piaggia per la realizzazione di circa 25 alloggi, di cui un condominio composto da due corpi di fabbrica e tutti gli altri a tipologia abbinata, per una superficie complessiva di 2. 700 metri quadrati».

«In via Marradi – precisa Giulio Giuli di Extinction Rebellion – non è stato costruito il Core, ma il relativo parcheggio, per il quale si poteva trovare un’altra soluzione».

Fatto sta che dopo il fallimento di Unieco il lotto di via Piaggia è stato venduto a una grossa impresa privata, che ora s’accinge a edificare. Il Comune rivendica la sostenibilità ambientale dell’operazione, accompagnata, nella zona del Quinzio, dalla cancellazione di cento nuovi alloggi e 85mila metri quadri di terreno potenzialmente edificabile. Dall’altra parte si obietta che il piano regolatore del 1999 destinava l’area di via Piaggia ad eventuali servizi pubblici, come le scuole realizzate ai suoi margini. La destinazione a residenze private sarebbe stata decisa dalla variante approvata nel 2011. —

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