Nidi, si punta ancora ad abbassare le rette «Pochi i bambini ritirati dalle scuole»

Il direttore Nando Rinaldi sul preventivo dell’Istituzione «La percentuale di iscrizioni nei 3-6 anni è del 90,8%»

Roberto Fontanili

REGGIO EMILIA. L’obiettivo è abbassare ulteriormente le rette negli asili e nelle scuole d’infanzia comunali, con il consiglio comunale che è chiamato in questi giorni ad approvare il bilancio di previsione 2021. Scongiurato il rischio di una grande fuga a causa della crisi economica e della paura del contagio, l’Istituzione Nidi e Scuole d’Infanzia punta a incrementare le iscrizioni e arrivare al 100% nella fascia 3-6 anni. I dati forniti dal direttore Nando Rinaldi confermano anche che la morosità quest’anno non è aumentata. Si va dall’1,17 per cento per i nidi al 4,71 per cento nelle scuole di Infanzia comunali (un dato leggermente più alto), mentre nelle scuole statali, la percentuale sale al 25,6 per cento, come negli scorsi anni. Poco rilevante anche il numero dei ritiri di bambini, che sono ad oggi una decina di unità.


Direttore che impatto ha il Covid sulla vostra attività?

«Stiamo monitorando il numero dei ritiri dovuti a scelte familiari. Si è trattato di una decina di casi da inizio anno. Nella terza ondata ci sono state diverse famiglie che ci hanno comunicato che avrebbero ritirato i bambini, poi la situazione è rientrata. Oggi la percentuale di iscrizioni nella fascia 3-6 anni è del 90,8 per cento e del 50,76 per cento nella fascia 0-3 anni, con una diminuzione di poco inferiore all’1 per cento in entrambi i cicli. C’era il desiderio da parte delle famiglie di riportare i bambini a scuola e un segnale di grande fiducia nei nostri servizi, nonostante le difficoltà economica e la pesante situazione sanitaria. Complessivamente nella fascia 3-6 anni tra scuole comunali e convenzionate i bambini iscritti sono 2.067 e 1.330 nei nidi».

Come ha inciso la pandemia nell’organizzazione?

«Nei nidi abbiamo dovuto spostare la possibilità di portare i bambini dalle 7.30 alle 8 e non siamo riusciti a garantire il tempo lungo dopo le 16 per l’impossibilità, per ragioni sanitarie, di ruotare le insegnanti da una sezione all’altra. I bambini adesso devono rimanere nel loro gruppo e non possono relazionarsi insieme. Il blocco dei concorsi poi non ha consentito l’ingresso in ruolo di 70 unità. Il Covid ci ha portati a prestare particolare attenzione agli spazi esterni e all’ambiente con una progettualità che continuerà in futuro. Inoltre abbiamo dovuto ripensare la comunicazione con le famiglie utilizzando le piattaforme digitali aprendo ambiti di riflessione e di ricerca. Infine oltre a minori entrare abbiamo scontato un aumento dei costi per la prevenzione e l’utilizzo delle strutture che hanno inciso per circa il 7 per cento».

Esiste il problema della vaccinazione del personale?

«Non abbiamo questa emergenza. Stiamo parlando di personale che deve vaccinarsi per tutelarsi e tutelare gli altri visto che i bambini fino a 6 anni non portano la mascherina».

Come immagina il prossimo anno scolastico?

«Non molto differente, non partiamo più da zero. Dal Comune mi aspetto la stessa attenzione del 2020, quando ha aumentato i trasferimenti per andare incontro alle famiglie. Se ci sarà un incremento di risorse statali e regionali puntiamo nella fascia 3-6 anni al 100 per cento delle iscrizioni anche attraverso politiche tariffarie. Ora per le scuole la tariffa massima è di 432 euro rispetto ai 540 del passato e nei nidi è di 240 euro. Il consuntivo in fase di stesura ci fa dire che non ci saranno sorprese». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA