Intrappolati in un mondo sbagliato chiediamo solo di tornare a vivere

La paura e la rabbia degli adolescenti travolti dalla pandemia  nelle parole di una studentessa del liceo scientifico Spallanzani  

Beatrice Ziliani

Ci viene chiesto continuamente di annullarci, di non esistere, di stare zitti e buoni sotto le coperte. Magari un giorno ci dovrete tirare fuori dallo schermo… ma fatelo ora! Dopo è tardi. Dopo non ci vedrete più… O già lo fate? Beh se ancora non ci vedete vuol dire che il gioco sta funzionando. Stiamo scomparendo: dalle vie, dalle aule, dalle palestre, dai parchi, dalle spiagge, e ancor di più nei silenzi d’una colpa ingiusta e della paura. Sento dire paura di tornare alla vita. Sì, abbiamo paura: di non avere prospettive, di sognare perché potremmo essere delusi ancora una volta. Siamo sfiniti, esausti! Anzi non vediamo proprio una fine. Siamo stanchi di sopportare questa situazione, a cosa sta portando questo continuo sforzo, qualcuno lo sa? Chi ha più le forze di scendere in piazza?Chi osa ancora sognare di cambiare le cose? Non è mai stato facile essere adolescenti, ma mettetevi nei nostri panni. Siamo una generazione che sente e percepisce in un modo completamente diverso ciò che gira attorno a noi, stavamo imparando a conoscerci, ad ascoltarci, a confrontarci... Questa vita ci ha spenti. E ci ha acceso i computer.


“Che cosa sai?” è la domanda che ci sentiamo tutte le mattine. E un come stai? E un cosa vorresti fare? Non ce lo dite eh? Non volete sentire il dolore e la disillusione che ci state scaricando addosso, a cui ci state abituando da ormai troppo tempo. Ci chiedete sforzi e li abbiamo fatti, ci chiedete di cambiare e ci siamo adeguati, ci avete chiesto altruismo e rispetto e li abbiamo donati, ci avete obbligati a crescere tra le pareti di una casa, che non per tutti può esser chiamata casa, non dimentichiamolo.

Perché continuiamo ad essere come prigionieri di un mondo sbagliato? E senza colpo ferire, si scivola nell’abitudine e monotonia, mentre un drago che da ormai troppo tempo dorme chiede di tornare in vita. È ora di levare i tappi ad Ulisse, lasciategli udire quelle sirene, i marinai hanno bisogno di rotte, di nuovi orizzonti misteriosi, il viaggio è ancora lungo. Comprendiamo, vediamo la situazione, ne abbiamo dato prova no? Ma comprenderete ancor meglio i danni e le ferite che un’intera generazione si porta dietro. Ci volete brillanti e geniali quando vi serve per portare avanti questa società, e spenti e chiusi quando vi fa più comodo. Sappiate solo questo: avremo tutti insieme sulla coscienza una mancanza e quella mancanza sarà la nostra luce. Quindi ora è ora di prendere posto in ciò in cui crediamo. Troviamo le forze e dimostriamo a chi ci crede persi che abbiamo così tanto da dare ancora. Arte, cultura, musica, sport, talenti!

Abbiate fiducia in noi, noi ve la stiamo dando, dateci la possibilità di esprimerci, viaggiare, amare. Vorrei dire a tutti gli adulti che ora prendono decisioni e sono responsabili di questa società che il mondo vi è dato in prestito dai vostri figli e dovreste restituircelo migliore di come l’avete trovato.

La scuola si-cura non si chiude! —