Fatture false, è battaglia legale su frasi captate e due imputati

Intercettazioni nel mirino del pm. I legali: «Per due stesso giudizio a Cremona» Decisioni rinviate a settembre. Morto un reggiano 74enne, archiviato il suo caso

Tiziano Soresina

REGGIO EMILIA. In circa un’ora si è incardinato – ieri mattina, davanti al giudice Chiara Alberti – l’ennesimo processo che vede alla sbarra persone finite nei guai per lo più con l’accusa di falsa fatturazione.


Stiamo parlando della prima tranche investigativa dell’operazione Billions (scattata nel 2018 ad opera di polizia e guardia di finanza, coordinate dal pm Giacomo Forte) e che da 49 imputati iniziali si è ridotta a 20 dopo l’udienza preliminare (fra condanne con rito abbreviato, patteggiamenti e assoluzioni), anche se in aula si è saputo che in realtà rimangono in 19 sotto accusa perché nel frattempo è deceduto il reggiano 74enne Luciano Piccinini (la sua posizione è stata, quindi, archiviata, per morte del reo). Un inizio di procedimento sofferto, con alcuni problemi sulle notifiche relative a 4-5 posizioni, a cui ha fatto seguito una questione di competenza territoriale che si sta delineando fin dall’udienza preliminare e riguardante due imputati bresciani (Giacomo Baronio e Rajae El Aid) che per gli avvocati difensori Domenico D’Arrigo e Francesca Gnutti sono già nel mirino in tribunale a Cremona per il medesimo fatto. Vicenda giudiziaria cremonese confermata ieri anche dal pm Forte che ha, inoltre, chiesto il consenso alle difese per includere agli atti le trascrizioni delle intercettazioni che riguardano alcuni imputati «e sono le prove – dice il magistrato inquirente – che vi sono aziende “cartiere” che vengono usate per monetizzare il denaro». Su competenza territoriale e intercettazioni non sono state, però, prese decisioni, rimandando il tutto alla prossima udienza di fine settembre. In aula molti avvocati reggiani: Alessandro Carrara, Alessio Fornaciari, Costantino Diana, Rosanna Beifiori, Leonardo Teggi (studio legale Bucchi), Stefania Martino, Federica Bassissi, Tiziana Tonon.

L’operazione Billions era nata da un filone di una precedente operazione, chiamata “House of Cards” (quest’ultima si era avviata nel 2014). Da qui gli investigatori guidati dal pm Forte hanno scoperto bonifici da decine di migliaia di euro, false fatture. Soldi che circolano e operazioni fittizie. E le “cartiere” come punti nevralgici in cui far transitare denaro e documenti, al centro di una vasta frode fiscale ricostruita anche grazie alle intercettazioni. Un sistema che, proprio secondo quanto emerso nelle intercettazioni, consentiva a un “fatturiere” di guadagnare illecitamente anche mille euro al giorno. E relativamente a questa sorta di “specializzazione”, tornano alla mente le parole del pm Marco Mescolini durante il primo grado di Aemilia, quando l’allora magistrato antimafia rimarcò come il clan ’ndranghetista in Emilia dava risposta alle richieste di soluzioni illecite che arrivavano dal territorio. Un modo di agire illegale che, a quanto pare, ha fatto “scuola”, visto il numero di inchieste scattate in questi ultimi anni sulle cosiddette società “cartiere” (nel secondo filone di Billions vi sono addirittura 201 indagati). —

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