Col Covid l’Ausl perde 75 milioni a bilancio: «Più costi e meno entrate: sarà ripianato»

È l’impatto del virus. Fornaciari: «Recuperate risorse per raggiungere il pareggio: ci mancano ancora 14 milioni»

REGGIO EMILIA. «Già a settembre abbiamo messo in conto un impatto negativo per 75 milioni nel bilancio dell’Ausl. Parliamo di un’azienda che ha sempre chiuso in equilibrio e quei soldi sono l’effetto del Covid che abbiamo calcolato sulla nostra azienda sanitaria tra maggiori costi e minori entrate. Una cosa mai vista prima data l’eccezionalità dell’emergenza». Mascherine, dispositivi di protezione, reagenti, assunzioni, medicine: nell’anno caratterizzato delle incertezze sulla pandemia, l’unico punto fermo tracciato dall’azienda sanitaria di Reggio è che il Covid costa soldi. Tanti. Ben 75 milioni di euro secondo la stima presentata alla Regione Emilia-Romagna dal direttore amministrativo dell’Ausl Davide Fornaciari, in sede di verifica del bilancio provvisionale. «Non parliamo di una cifra esatta fino all’ultimo euro - dice Fornaciari - perché non è sempre facile distinguere in maniera netta cosa è imputabile al Covid e cosa no. Certo lo sono le mascherine, le protezioni, i medicinali specifici, le pulizie, le santificazioni, la vigilanza, i reagenti per i tamponi. Pensi che solo per il personale abbiamo speso 10 milioni in nuove assunzioni».

In pratica l’Ausl ha contabilizzato circa 60 milioni di euro in maggiori costi e altri 15 milioni di euro in minori entrate. «In quest’ultimo caso parliamo di ticket, della nostra fatturazione diretta ovvero le prestazioni dei dipartimenti di sanità pubblica, igiene pubblica, medicina del lavoro, veterinaria e così via, comprese le prestazioni ai cittadini che venivano da fuori per farsi curare a Reggio». Il Covid, infatti, ha ridotto all’osso per alcuni mesi l’attività sanitaria, salvo i costi della struttura che sono fissi e sono rimasti tali anche se talune prestazioni erano di fatto sospese. Un andamento dei costi che anche nel 2021 dovrebbe essere simile secondo le stime dell’Ausl. «L’unica differenza rispetto al 2020 è che la primavera dell’anno scorso si sono interrotte per due mesi tutte le attività non urgenti. Ora stiamo mantenendo entrambe le linee produttive, compresa anche la diagnostica e le vaccinazioni. Uno sforzo davvero pesante da sostenere».


Il bilancio dell’Ausl non è certo comparabile a quello di un’azienda privata. Volendo sintetizzare, però, le entrate corrispondono a circa 1 miliardo e 100 milioni a Reggio Emilia, e l’impatto del Covid è attorno al 7%. «Davvero molto alto se si pensa che parliamo di un solo capitolo di intervento» dice Fornaciari, che punta comunque ad agganciare il pareggio di bilancio prima della scadenza del 30 aprile, data ultima per la sua presentazione. «A seguito delle verifiche di settembre sull’impatto del Covid la Regione ci ha assegnato una copertura delle spese per 37,8 milioni di euro - spiega - Poi abbiamo rendicontato due bandi europei, il Fes e il Fesr, per i quali ci siamo candidati e sono valsi altri 19 milioni e mezzo di euro. Poi abbiamo avuto 3,6 milioni di euro dall’area fragilità. Ad oggi perdiamo ancora crica 14 milioni ma in questi giorni stiamo aspettando l’arrivo di 19 milioni di euro chiesti alla struttura commissariale del Covid, quella prima diretta dal commissario Arcuri, che dovrebbe risponderci». —

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