Sentiero chiuso da un anno «La competenza è di Aipo»

Il Comune replica alle proteste degli escursionisti sul percorso del Cai «In corso lavori al ponte da parte di Rfi. Mobilitati per trovare una soluzione»

GATTATICO. «Siamo consapevoli dell’importanza del passaggio, per cui stiamo cercando di relazionarci attivamente con Aipo, Cai e con l’associazione Amiamolenza: l’obiettivo è trovare un punto di incontro comune che permetta di ripristinare il passaggio e garantire le richieste di sicurezza di Rfi».

Il Comune di Gattatico replica così alle polemiche scoppiate intorno al Sentiero Cai 672, che nel tratto vicino al ponte Enza – nel territorio tra Sant’Ilario e Gattatico – è chiuso da più di un anno, impedendo agli escursionisti il passaggio: gli stessi nei giorni scorsi in una lettera aperta chiedevano spiegazioni e interventi.


«Il sentiero Cai 672 è nato come pedo-ciclabile e ippovia ed è stato inaugurato il 7 giugno 2013 – spiegano dall’amministrazione comunale –. Verso la fine di luglio 2019, poche settimane dopo l’insediamento della giunta Ronzoni, è stato interrotto in un tratto presente nel nostro territorio comunale».

Il punto di interruzione si trova sotto un arco del ponte ferroviario sull’Enza: la struttura appartiene ed è in uso a Rete Ferroviaria Italiana, che nel 2018 ha commissionato uno studio idraulico finalizzato a garantirne la sicurezza e la stabilità anche nel caso di forti piene del torrente. «La relazione della perizia datata giugno 2018 – continua la nota – ha messo in evidenza la necessità di alcuni interventi per garantire la sicurezza del ponte, tra cui il totale sbancamento del primo arco del lato est, quello appunto utilizzato per il sentiero Cai 672, grazie ad un terrapieno che ne alzava il livello rispetto al greto. Appresa la notizia, ci siamo attivati immediatamente: nonostante il nostro intervento, non è stato possibile interrompere i lavori».

Tre sono le ragioni, secondo il Comune: «La rimozione del terrapieno è legata ad interventi di messa in sicurezza del ponte, commissionati dal proprietario dell’area, Rfi, e suffragati da una perizia; Cai risulta non aver mai formalizzato, con gli enti preposti, le pratiche burocratiche necessarie per l’utilizzo del passaggio, che è stato quindi ignorato da Rfi; in terzo luogo, il Comune di Gattatico non ha alcuna competenza diretta sul luogo, poiché si trova in area golenale e l’ente di riferimento che lo gestisce è l’Agenzia Interregionale per il fiume Po; l’Aipo ha come obiettivi principali la gestione e la sicurezza idraulica del territorio del bacino del Po, quindi anche l’Enza, e si occupa fondamentalmente della progettazione, realizzazione, manutenzione delle opere idrauliche, commissionando, autorizzando e gestendo direttamente gli interventi». «Dall’interruzione del percorso l’amministrazione comunale – precisano – ha tentato ripetutamente di proporre soluzioni per risolvere il problema ma, purtroppo, la decisione non spetta a no».

Il Comune ha rivolto a Rfi un invito a prendere visione delle proposte e collaborare al “tavolo”.

«Successivamente, si porrà il problema di sistemare materialmente il passaggio, in quanto in golena e in alveo le opere civili sono vietate, si tratta comunque di una fase successiva, che si aprirà solo alla luce dell’accordo di tutte le parti interessate» chiarisce. «Essendo l’impegno gravoso e di complessa soluzione auspichiamo, insieme a tutte le parti in causa, di poter trovare una soluzione condivisa che permetta il ritorno alla piena fruizione del sentiero e di tornare a godere della bellezza dell’ambiente del torrente Enza» conclude la nota dell’amministrazione comunale. —

Daniela Aliu

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