Reggio Emilia serve il ribaltone, vittoria al fotofinish dei caseifici delle coop

Si accende la sfida per la guida del Consorzio di Tutela del Parmigiano-Reggiano e s’incrina il monolite in favore di Bertinelli

REGGIO EMILIA.  Un totale di 72 voti per la lista a trazione cooperativa dei “Caseifici al centro”, contro i 65 della cosiddetta lista dei “Caseifici liberi”. Solo sette voti di scarto. È questo l’esito delle consultazioni nella corsa per il rinnovo dei nove consiglieri della sezione reggiana del Consorzio del Parmigiano-Reggiano.

Secondo quanto previsto dal regolamento, i vincitori della tornata elettorale si prendono ora tutti e nove i posti nel consiglio di zona, dal momento che non è prevista la presenza di alcuna minoranza. Un risultato elettorale che cambia di fatto gli equilibri dentro il Consorzio del Re dei formaggi, mettendo potenzialmente sul piatto anche le sorti del presidente uscente Nicola Bertinelli, finora unico ricandidato per la presidenza, per il quale l’esito della tornata reggiana potrebbe rappresentare una concreta insidia verso la rielezione.

Il voto reggiano arriva al termine del giro di consultazioni che ha già interessato le sezioni di Bologna, Mantova, Modena e Parma, interrompendo un blocco monolitico di liste unitarie proprio a sostegno di Bertinelli. Un’unità che a Reggio è venuta meno in extremis, nel momento della composizione delle candidature, quando in una disputa di veti sui nomi e di differenti vedute sulla programmazione le centrali cooperative di Confcommercio Reggio e Legacoop Emilia Ovest hanno dato vita – attraverso una prima consultazione fra i caseifici associati e con il sostegno di una componente privata e di una industriale – a una lista alternativa, ovvero quei “Caseifici al centro” che al fotofinish ha avuto la meglio sui cosiddetti “Caseifici liberi”, questi ultimi in aperta continuità con la presidenza di Bertinelli schierando in campo il presidente di zona uscente, Lorenzo Pinetti e persone del calibro di Alberto Viappiani di Dalter, tra i pesi massimi del mercato alimentare reggiano con diramazioni in mezzo mondo. Due nomi ora entrambi fuori dal prossimo consiglio.

Un ennesimo e inatteso ribaltone opposto a quello del 2017, quando a Reggio erano stati proprio i “Caseifici Liberi” a ottenere a sorpresa tutta la posta in palio, spianando così anche nella nostra provincia l’elezione di Bertinelli, considerato l’uomo della svolta che era riuscito a mettere in minoranza le coop.

Uno scenario a Reggio ora ribaltato, aprendo in prospettiva la strada per una candidatura alternativa a quella del presidente uscente Bertinelli, con un nome probabilmente non reggiano, ma pescato dalla cooperazione modenese o mantovana. Un rebus destinato a sciogliersi di qui alle prossime settimane, quando sono in programma le prossime tappe della tornata elettorale. A cominciare da metà aprile, quando l’assemblea generale del Consorzio recepirà e ratificherà i 28 nuovi eletti da ciascuno dei consigli di zona, fra i quali anche i nove nuovi reggiani, in vista della successiva elezione della presidenza e del comitato esecutivo, quest’ultimo composto da 9 a 11 persone, dove Reggio ricoprirebbe tre posti.

Esultano intanto Confcooperative Reggio e Legacoop Emilia Ovest, pronte a far sentire la propria voce. E commentando «con soddisfazione» l’esito elettorale, anche attraverso i nove eletti non mancano di dettare le condizioni per una potenziale trattativa sul rinnovo della presidenza del Consorzio, mettendo in fila i punti del programma che ha portato alla vittoria di una lista definita «inclusiva e rappresentativa di tutti i soggetti che compongono il sistema Parmigiano-Reggiano». Al primo punto, uno dei veri aghi della bilancia, ovvero le funzioni del Consorzio, tema sul quale «non possono esservi dubbi né sono ammissibili forzature», dal momento che «il Consorzio è, per scelta e per legge, organismo di tutela, vigilanza, promozione e informazione. Tutti i contributi versati dai consorziati, sia quelli derivanti dall’aliquota ordinaria che quelli aggiuntivi, sono e debbono essere finalizzati esclusivamente a queste azioni». Non manca una stoccata diretta alla gestione Bertinelli: «Non è pertanto accettabile che periodicamente si parli di un Consorzio che si orienta verso ruoli imprenditoriali, usando a tal fine le risorse che i caseifici versano per altri obiettivi di comune interesse».

Tra gli altri punti messi in fila dalle centrali cooperative, la governance del Consorzio («che deve essere improntata alla collegialità, alla trasparenza nei processi decisionali, evitando fughe in avanti su decisioni che spettano esclusivamente ai consorziati»), il ruolo delle sezioni provinciali («strumento essenziale ai fini della partecipazione dei consorziati alla vita e alle scelte strategiche del Consorzio e realtà da rafforzare»), la montagna (per la quale «il Consorzio dovrà decisamente rafforzare l’elaborazione di politiche e proposte»), i rapporti di filiera, il disciplinare di produzione, il piano di regolazione dell’offerta («puntando anche ad introdurre nuovi elementi di flessibilità che consentano adeguamenti più tempestivi al possibile mutare delle condizioni di mercato») e le azioni di supporto al sistema in materia, ad esempio, di sostenibilità. «Un “pacchetto” di proposte – concludono da Confcooperative Reggio e da Legacoop Emilia Ovest – pienamente condivisibile e assonante con quello a suo tempo predisposto dall’Alleanza Cooperative Italiane dell’Emilia-Romagna, con indicazioni attorno alle quali riteniamo assolutamente necessario, ma anche possibile, costruire nuove condizioni di unità e di condivisione».

Argomenti sul tavolo dello stesso Bertinelli, che nei giorni scorsi ha ricevuto endorsement di peso come quello di Antenore Cervi della Cia. E che in altre province può contare sul sostegno di esponenti delle stesse centrali cooperative che a Reggio si sono messe di trasverso a una rielezione, nell’ambito di una dialettica accesa avviata da tempo anche per i doppi incarichi dello stesso Bertinelli, presidente uscente del Consorzio per il quale è ricandidato e figura di spicco di Coldiretti regionale e nazionale, protagonista di una scalata mai andata del tutto giù al mondo della cooperazione emiliana.