Reggio Emilia, il sindaco Vecchi: «Entro questo mese speriamo di aprire anche le scuole superiori»

Il sindaco, in occasione degli auguri pasquali, fa il punto sulla pandemia e annuncia: «A maggio torna Fotografia Europea»

REGGIO EMILIA. Pur se ancora elevati, i contagi quotidiani sono in miglioramento, mentre le somministrazioni di vaccino anti Covid hanno avuto una netta accelerazione, si punta a tornare con la didattica in presenza anche alle superiori e si annuncia una ripartenza delle attività culturali. Con gli auguri di Pasqua del sindaco Luca Vecchi alla città arrivano anche dei segnali di speranza per i reggiani, ormai stremati dopo oltre un anno di restrizioni, sacrifici, lutti e divieti.

«Da circa una settimana l’andamento dei contagi è in graduale calo – spiega Vecchi, reduce da una delle numerosissime riunioni con l’Ausl – anche se i numeri sono ancora alti. Oggi (ieri, ndr) abbiamo avuto uno dei numeri migliori degli ultimi quindici giorni in termini di nuovi positivi, domani probabilmente saremo di nuovo attorno a quota duecento. È un trend in calo che si mantiene su valori alti, anche se fortunatamente iniziano a scendere anche i ricoverati. Ma non dimentichiamoci che le terapie intensive sono ancora sature e che abbiamo ancora molti decessi». Tuttavia, prosegue Vecchi, «è evidente una graduale evoluzione in positivo, sintomo che i provvedimenti adottati erano necessari. A Reggio Emilia, rispetto ad altre province, siamo messi bene ma la situazione resta serie e non si può allentare ancora la pressione, il virus non è sconfitto».


Ma l’unica arma per vincerlo, il vaccino, inizia a sparare con efficacia. «Abbiamo raggiunto quota 100mila vaccinazioni in provincia – prosegue il sindaco – e ci stiamo avviando verso il completamento di alcune categorie di cittadini come gli insegnanti, le forze dell’ordine, gli estremamente vulnerabili o gli anziani over 80. C’è stata un’accelerazione quantitativa nel numero di vaccini somministrati quotidianamente, ieri abbiamo toccato quota 2.700 dosi».

Numeri che «solo due mesi fa sarebbe stato impossibile dare – ricorda poi Vecchi –. A gennaio viaggiavamo con poche centinaia di dosi al giorno mentre ora se ci si assesta sulle 3mila giornaliere, il ritmo che l’Ausl è in grado di tenere, nell’arco di qualche mese si vedrà il beneficio significativo dell’attività di vaccinazione».

Elementi che lasciano sperare anche dal punto di vista scolastico. «Dopo Pasqua, e colgo l’occasione per fare gli auguri a tutti i reggiani, riprendono le lezioni in presenza fino alla prima media – prosegue Vecchi –. Siamo in stretto contatto con gli uffici scolastici e il mio auspicio è che, se dovesse proseguire il miglioramento dei contagi come crediamo, si possa tornare entro questo mese a riprendere con le lezioni in classe anche negli istituti superiori».

Sul modello «della didattica in presenza al 50 per cento. In questo modo si garantirebbe poi una chiusura di anno scolastico in sicurezza. Noi puntiamo a questo, ovviamente fatto salvo l’andamento epidemiologico del Covid».

Un alto segnale di speranza viene invece dal mondo culturale, un settore duramente colpito da questo anno di pandemia. «Stiamo lavorando – annuncia Vecchi – per creare le condizioni affinché, compatibilmente con i protocolli di sicurezza, questa possa essere un’estate di manifestazioni che diano una spinta di vitalità alla città. Avremo “ReState” come lo scorso anno e a maggio riparte Fotografia Europea. Un ritorno che vuole essere un segnale simbolico di speranza».

Un anno fa infatti, continua il sindaco, «annunciavo che per la prima volta questa manifestazione sarebbe saltata. Ora ritorna con una modalità compatibile al periodo Covid, otto mostre fotografiche a cielo aperto. Un modo per dire che la cultura è un elemento fondamentale per ripartenza, non dimentichiamoci che è uno degli ambiti che ha pagato uno dei prezzi più alti».

Assieme a molte altre come, giusto per citare i protagonisti delle ultime manifestazioni di protesta, gli ambulanti e i ristoratori: «Con loro – spiega Vecchi – ho sempre dialogato e davo dare atto che hanno sempre avuto un approccio collaborativo. La loro sofferenza non è comprensibile, di più: stanno pagando uno dei prezzi più alti di questa crisi. Ma non voglio creare delle illusioni, possiamo solo sperare che si ritorni in arancione a breve ma questo non sono in gradi di dirlo. Con il senno di poi, nel mese e mezzo che ci siamo lasciati alle spalle si è visto che la zona rossa era giustificata: abbiamo contenuto i contagi proprio grazie alle restrizioni».

Diversa invece la questione degli aiuti economici: «Riconfermeremo le agevolazioni che possiamo introdurre come Comune e che avevamo già adottato ma molto è sulle spalle del governo, che deve programmare una ripresa sostenibile. I reggiani hanno affrontato con grande serietà la pandemia e sono stati all’altezza delle restrizioni richieste. È una città che con compostezza ha combattuto la pandemia in una prova senza precedenti».