Anche Le Ciminiere mettono in attesa feste e grandi eventi

REGGIO EMILIA. Ca’ de Caroli, una frazione di Scandiano con circa 800 abitanti, è la sede del circolo ricreativo e culturale Arci Le Ciminiere. Una realtà associativa radicata nella piccola comunità per aver recuperato quella che era la vecchia officina che è sempre stata in cuore vitale del paese. E che, in tempo di guerra, ha consentito alle famiglie di lavorare e mangiare grazie all’attività della mensa aziendale. Nato nel 2005 con le radici che affondano nella vecchia casa del Popolo, Le Ciminiere hanno ampliato i propri orizzonti e sono un luogo di aggregazione culturale che travalica i confini comunali e provinciali. Lamberto Bondi è il 74enne presidente del circolo Arci che conta oltre 380 soci, con un’età media di 55 anni e una cinquantina di volontari che hanno invece un’età media che non supera i 40 anni. Quasi una rarità in un panorama in cui il volontariato è scarso e per lo più over 60.

«Il nostro circolo – spiega – è aperto la domenica pomeriggio con l’appuntamento fisso di cena base di gnocco e tigelle e la presentazione di libri o con apericena sempre a tema, e il sabato con le cene di solidarietà a favore delle associazioni che vengono indicate dagli ospiti della serata. I nostri soci arrivano non solo da Scandiano, ma da tutta la zona ceramiche, da Reggio e anche da fuori provincia».


A invogliarli le serate a tema con Le Ciminiere che negli anni ha ospitato personalità come don Gallo, Romano Prodi, Margherita Hack: un mix di eventi culturali, incontri e solidarietà.

«Tutti gli anni – spiega il presidente – siamo sempre riusciti a distribuire dai seimila ai settemila euro in solidarietà». Un risultato frutto di una serie di serate con la cucina che funziona a mille. «Nel mese di agosto – aggiunge Bondi – organizziamo da alcuni anni la festa solidale attorno alla quale siamo riusciti a coinvolgere quattro associazioni locali e a luglio ci siamo inventati le serate con gli ospiti, ma quest’anno siamo in alto mare e non sappiamo se potremo continuare a farlo». È proprio il futuro a spaventare di più.

«Fino ad ora – puntualizza il presidente – abbiamo tirato avanti utilizzando i risparmi accumulati negli anni scorsi. Lo scorso anno siamo riusciti a fare, rispettando tutti i vincoli di sicurezza la festa solidale in agosto, ma da settembre a oggi le spese fisse sono arrivate a oltre cinquemila. Per fortuna il mutuo per la sede che abbiamo costruito in concessione sul terreno del Comune è già stato pagato perché abbiamo stimato che i mancati incassi si aggirino sui 30mila euro. Finiti i risparmi si vedrà».

La pandemia e la chiusura del circolo ha anche congelato, almeno per ora, il progetto di recuperare e riqualificare la ciminiera per farne una sala espositiva e un museo degli attrezzi di lavoro utilizzati per produrre gesso e cemento, ma non è detta l’ultima parola.

«Speriamo di riuscire a fare qualche iniziativa, ce lo chiedono in tanti, dai volontari ai soci tutti hanno voglia di ritrovarsi», commenta Bondi nell’aggiungere che «c’è anche la paura di perdere qualche socio, soprattutto quelli più avanti negli anni», perché a suo parere «sarà dura riprendere come prima, ci vorrà del tempo a riavere al circolo tutti 380 soci».

Intanto si guarda avanti con molti interrogativi. «La speranza è di poter fare qualche serata a luglio e potere organizzare la terza festa solidale in agosto per poi continuare con l’attività normale. Stiamo già collaborando con l’Arci provinciale per programmare la presenza degli ospiti, ma quest’anno è tutto più complicato».

Poi ci sono i giovani che fino ad ora si sono autogestiti. Lo scorso anno era partito un progetto proprio rivolto a loro, poi il Covid ha bloccato tutto. —

R.F.

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