Tangenziale, via agli espropri Iniziano le “grandi manovre”

Il tracciato della Tangenziale di Rubiera

Rubiera, parte l’iter per l’approvazione del progetto definitivo del tracciato di 5 chilometri. Decine di lotti di privati, aziende, consorzi ed enti pubblici dovranno essere liberati

RUBIERA. Partono le grandi manovre per realizzare la tangenziale di Rubiera, una delle opere più attese del grande pacchetto della bretella autostradale Campogalliano-Sassuolo.La società Autostrada Campogalliano-Sassuolo ha presentato alla fine di marzo la documentazione necessaria per l’avvio del procedimento diretto all’approvazione del progetto definitivo della tangenziale e, a cascata, anche l’elenco dei terreni necessari per completare il tracciato, molti dei quali dovranno essere espropriati attraverso le procedure del caso, a cui i proprietari privati potranno poi opporre eventuale ricorso entro i sessanta giorni previsti dal momento della pubblicazione degli atti.

Come da legge, il progetto è stato depositato negli uffici di Autostrada del Brennero spa a Carpi e nelle segreterie dei tre Comuni coinvolti, ovvero Rubiera, Casalgrande e Reggio Emilia.L’approvazione del progetto definitivo comporterà la dichiarazione di pubblica utilità dell’opera e da lì prenderà il via il resto dell’iter, con una conferenza di servizi che valuterà i singoli atti espropriativi.


Il percorso della tangenziale di Rubiera, al centro di tante revisioni e di tante polemiche negli anni scorsi, è al momento quello previsto dal progetto originario, che dal corso dal Secchia appena fuori Rubiera, lungo la strada per Salvaterra, porterà sino alla via Emilia all’altezza di Bagno, a Reggio Emilia, con un lungo viadotto, alcune rotonde di inserimento e dei ponti per passare i canali e i corsi d’acqua presenti, in particolare il torrente Tresinaro. Il percorso dovrebbe poi essere collegato alla bretella autostradale principale – quella che dalla fine attuale dell’AutoBrennero dovrebbe condurre sino al cuore del distretto ceramico a Sassuolo – e a un nuovo ponte sul Secchia, da affiancare a quelli oggi già trafficatissimi fra Rubiera e Marzaglia e fra Villalunga e Veggia e Sassuolo.

In questo modo, si potrebbe scaricare sia il traffico di mezzi pesanti che dagli stabilimenti vanno verso la via Emilia e le autostrade sia consentire ai pendolari un terzo accesso per attraversare il Secchia e il confine.Al di là delle possibili varianti, richieste a vario titolo negli anni, l’elenco degli espropri comprende decine di realtà, fra privati cittadini, aziende, consorzi ed enti pubblici, toccando nell’arco del tracciato di cinque chilometri della tangenziale non solo Rubiera e Reggio Emilia, all’altezza di Corticella oltre che di Bagno e Masone, ma anche una porzione minima del Comune di Casalgrande. In particolare sono coinvolte le aree di confine vicino al corso del Tresinaro, fra San Donnino di Liguria e la campagna attorno a Salvaterra. Per il casalgrandese, si parla in totale di tre lotti, una porzione minima, mentre il numero sale decisamente per il rubierese, con una ventina di proprietari, e ancora di più per il reggiano.