L’omaggio ai morti di Ca’ Marastoni: «Mai li dimenticheremo»

TOANO. Anche se a seguito delle norme anti-Covid è stato necessario celebrarla in forma ridotta, è stata comunque toccante la commemorazione della battaglia di Ca’ Marastoni celebrata nei giorni scorsi. Presenti il sindaco di Toano Vincenzo Volpi, il sindaco dì Baiso Fabrizio Corti, il sindaco del Comune di Villa Minozzo e presidente Alpi-Apc Elio Ivo Sassi.

«La battaglia fu un sanguinoso scontro tra nazisti e partigiani – racconta Sassi – che avvenne il primo aprile 1945, giorno di Pasqua. Durante la notte le truppe nemiche avevano oltrepassato il fiume Secchia e si erano infiltrate nel territorio toanese. Sopra Cerrè Marabino intercettarono e fucilarono la staffetta “Nadia”, Valentina Guidetti, della ventiseiesima brigata Garibaldi, decorata con la medaglia d’argento alla memoria. Poi, cogliendo di sorpresa alcuni partigiani che presidiavano il crinale di Monte della Castagna, nei pressi di Ca’ Marastoni, lo conquistarono. Però, dopo aspri combattimenti, gli uomini della formazione cattolica delle Fiamme verdi, coadiuvati dal battaglione alleato, composto da inglesi e russi, e da altri combattenti, pur subendo gravi perdite, ebbero ragione del nemico costringendolo, verso sera, a ritirarsi, dopo avergli inflitto ingenti danni». La ricorrenza, indetta dall’Alpi-Apc in collaborazione con il Comune di Toano, ha visto la partecipazione, oltre al presidente, di una delegazione ridotta degli ex combattenti e delle autorità civili, militari e religiose, nel rispetto delle disposizioni dettate dall’emergenza sanitaria, registra l’adesione dell’Unione montana, dell’Anpi, dell’istituto Istoreco e di altre associazioni. «Tra le file partigiane – conclude – i sei morti in battaglia, tutti della brigata delle Fiamme Verdi “Italo”, che faceva riferimento al comandante don Domenico Orlandini, “Carlo”, furono il capitano William Manfredi “Elio” medaglia d’argento al valore militare, il comandante di distaccamento Vito Caluzzi “Taylor” medaglia di bronzo, Ariante Mareggini “Tarzan”, Meuccio Casotti “Agostino” medaglia di bronzo, Ennio Filippi “Lampo” medaglia di bronzo e Valentino Lanzi, “Leopoldo”. Proprio don Carlo, il 4 aprile 1965, depose la prima pietra della cappella e sei anni dopo l’inaugurò. Mai dimenticheremo il sacrificio di quegli uomini». —


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