È morto Massimiliano Margini, ucciso dal Covid a 52 anni

Appassionato di culturismo, era contitolare della Sivem con il fratello Gabriele. L’amico Cianci: «Eri immenso come il tuo cuore, la tua grazia è dentro di noi»

CASINA.  Ha gettato nello sconforto un’intera comunità – quella di Casina e di tutta la montagna – la notizia arrivata ieri ella scomparsa improvvisa, a soli 52 anni, di Massimiliano Margini, persona conosciutissima e stimata.

Massimiliano era ricoverato da alcuni giorni nel reparto di Rianimazione a causa del Covid, ma pur avendo combattuto con la forza che era un suo tratto distintivo, non ce l’ha fatta a sconfiggere la malattia, probabilmente anche perché debilitato da alcuni problemi di salute che lo avevano colpito negli anni scorsi; in particolare, un serio episodio cardiocircolatorio, seppure negli ultimi tempi sembrava si stesse riprendendo bene.
Margini era contitolare con il fratello Gabriele della ditta Sivem, che realizza prodotti elettrotecnici a Casina. Ma era anche un grandissimo appassionato di body building: era stato istruttore in diverse palestre, e aveva anche partecipato a concorsi di culturismo.

Aveva ancora un fisico imponente, e in passato aveva lavorato anche per il servizio security in diversi locali della montagna e della provincia, per cui diverse generazioni di ragazzi lo avevano incontrato e conosciuto.
Massimiliano lascia il padre Uber, la madre Lia, la compagna Nadia e due figlie.
Dopo la notizia della scomparsa, davvero inattesa, sono arrivati moltissimi messaggi di cordoglio che tratteggiano una persona buona, legata alla sua famiglia, al suo cane, alle sue passioni, con una grande voglia di vivere che ha reso ancor più doloroso questo distacco.

Così, per esempio, lo ha ricordato l’amico Luca Cianci: «Caro Max, eri un uomo immenso come il tuo cuore. La tua grazia terrestre è andata via, ma la tua grazia celeste è dentro di noi. Avevi fame della vita e al tempo stesso la rispettavi, convinto che il miglior regalo lo riceviamo tutti i giorni, questo pacco enorme che scartiamo, che condividiamo con i tuoi occhi che erano come quelli di un bimbo felice di riceverlo. Un regalo che si chiama famiglia. Avevi lo spirito di un lupo e la forza di un guerriero». ——

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