Dietro le truffe online una banda specializzata in riciclaggio, denunciate 7 persone

Finito nei guai anche un ristoratore romano. La banda rispondeva agli annunci di vendita su Subito.it e svuotava i conti dei malcapitati. In tre mesi bottino da 40mila euro. I soldi per pagare pranzi e cene fittizi

SAN POLO. Questa volta dietro quelle che potevano sembrare le solite truffe online isolate si celava una vera e propria banda che riciclava il denaro ottenuto in un’attività di ristorazione a Roma, che i carabinieri identificano la banda dei Castelli Romani: 7 persone specializzate in truffe online e riciclaggio. Tutte denunciate dai militari dell’Arma della stazione locale.
 
In meno di un mese sono ritenuti responsabili di una trentina di colpi per circa 40.000 euro. Il ristorante sul quale riciclavano i soldi delle truffe, nonostante il lockdown, fatturava decine di migliaia di euro. Ora sono accusati di truffa aggravata e continuata e indebito utilizzo di carta elettroniche abilitate ai pagamenti.
 
Ampio il loro territorio di azione, dalla provincia di Enna a quella di Bolzano passando anche per le province di Reggio Emilia, Parma, Modena, Potenza, Lecce, Sondrio Padova, Pistoia, Firenze, Viterbo, Frosinone, Roma, Pordenone, Pesaro, Latina, Udine, Livorno, Agrigento, Torino, Genova, Cagliari Napoli, Bergamo e Treviso.
L’escamotage truffaldino era sempre lo stesso: i truffatori contattavano le vittime che avevano pubblicato annunci di vendita sul sito www.subito.it. Oltre a mostrarsi interessati agli acquisti si rendevano disponibili a pagare subito. L’unica richiesta avanzata era relativa al metodo di pagamento concordato con la modalità della ricarica del conto attraverso l’utilizzo della postazione Atm.
 
 In contatto telefonico con i truffatori le vittime si recavano a eseguire le operazioni, ma anziché trovarsi accreditate le somme richieste si vedevano i conti alleggeriti. Gli introiti delle truffe venivano poi indirizzati a carte prepagate “madri” e quindi riciclati attraverso la ricarica di altre carte prepagate intestate ai componenti della banda. 
 
In questo modo tra novembre e dicembre del 2020, in meno di un mese. una trentina di persone in tutt’Italia sono state raggirate dalla banda che ha introitato circa 40.000 euro, grazie appunto agli acquisiti fantasmi. Circa 20.000 euro sono sati riciclati grazie alla compiacenza di un ristoratore dei Castelli Romani a cui sono stati effettuati fittizi pagamenti: nonostante il lockdown fatturava migliaia di euro grazie a tali operazioni fittizie. 
 
Al termine di una complessa attività investigativa anche di natura telematica i carabinieri di San Polo hanno denunciato 7 persone (aventi un’età compresa tra i 19 e i 51 anni) tra cui un ristoratore: abitano tutti tra i comuni di Velletri, Ciampino, Genzano e Castel Gandolfo. Devono rispondere dei reati in concorso in truffa aggravata, riciclaggio indebito, utilizzo di carta elettroniche abilitate ai pagamenti commessi nell’intero territorio nazionale. 
L’indagine dei carabinieri di San Polo d’Enza è partita all’inizio dell’anno quando un cittadino di Canossa si è presentato in caserma denunciando di aver subito una truffa. Aveva messo in vendita un’auto chiedendo una caparra di 250 euro. Soldi che però gli erano stati prelevati dal conto. 
 
Nell’immediatezza i carabinieri avevano avviato accertamenti sull’utenza con cui la vittima aveva trattenuto i rapporti, risalendo a un 26enne di Velletri noto per i suoi innumerevoli precedenti specifici. Un primo importante step per le indagini che sono proseguite attraverso l’analisi dei movimenti della carta prepagata dove erano finiti i soldi. 
 
Tale attività ha poi portato a risalire ai complici ad altre carte prepagate dove sono finiti circa 40.000 euro provento delle truffe. Il denaro veniva poi riciclati ricaricando altre carte prepagate. I 20.000 euro finiti nelle tasche del ristoratore romano erano per fittizi pranzi e cene peraltro consumati in pieno lockdown. 
Secondo i carabinieri potrebbero essere un centinaio gli internauti raggirati nella stessa maniera.