Reggio Emilia, controlli serrati a Pasqua contro pic nic e gite fuori porta

Il prefetto Iolanda Rolli invita a essere responsabili: «Non possiamo abbassare la guardia proprio ora»

Martina Riccò

REGGIO EMILIA. Una Pasqua anti-furbetto. Che poi di furbo, a trasgredire le regole rischiando di contagiarsi e contagiare, c’è ben poco.


Comunque chi ha intenzione di tentare di “scappare” per gite fuori porta, pic nic di Pasquetta e quant’altro non avrà vita facile.

Lo assicura il prefetto di Reggio Emilia, Iolanda Rolli, che ha affrontato il tema insieme al Comitato provinciale ordine e sicurezza pubblica di cui fanno parte, oltre al questore Giuseppe Ferrari, il sindaco di Reggio Luca Vecchi, il presidente della Provincia Giorgio Zanni, i comandanti provinciali dei carabinieri e della guardia di finanza, e i sindaci della provincia.

E il questore Ferrari ha già provveduto a diramare quanto stabilito alle forze di polizia nel corso di una riunione tecnica di coordinamento.

«Da più di un anno ormai – commenta il prefetto Rolli – le forze dell’ordine deputate alla sicurezza e alla prevenzione sul territorio devono anche controllare che vengano rispettate le regole stabilite a livello nazionale, regionale e locale per il contenimento dei contagi. Lo stesso capiterà anche durante le vacanze pasquali, che tradizionalmente aprono alla bella stagione e portano le persone a organizzare momenti conviviali, escursioni, gite, ritrovi».

LE REGOLE

Tutte cose che, adesso, non sono consentite. Se il decreto del presidente del consiglio Mario Draghi prevede qualche libertà per il 3, 4 e 5 aprile, ovvero Sabato Santo, Pasqua e Pasquetta, restano infatti precise limitazioni.

In queste tre giornate anche in “zona rossa” (colorazione che ci riguarderà almeno fino al 12 aprile, quando dovrebbe esserci il nuovo pronunciamento della “Cabina di regia” sulla base dei parametri registrati) sarà possibile andare a trovare parenti e amici spostandosi all’interno della regione in non più di due persone (o anche in più di due, nel caso in cui nel nucleo familiare siano presenti figli minori di 14 anni o disabili).

È concessa una sola visita al giorno (quindi, per esempio, non si può andare a pranzo dai genitori e a cena dagli amici), e l’abitazione privata verso cui si è diretti non dovrà ospitare altri nuclei familiari oltre ovviamente ai padroni di casa.

Via libera anche per chi vuole andare nelle seconde case, a patto che non ospitino altri nuclei familiari e non si trovino in regioni che hanno optato per la chiusura (Valle d’Aosta, Alto Adige, Liguria, Toscana, Marche, Puglia, Campania e Sardegna).

Attività motoria consentita nelle vicinanze della propria abitazione, quella sportiva si può praticare solo in forma individuale. Il motivo “turistico” non è ammesso per gli spostamenti, ma ci si potrà recare all’estero nei Paesi aperti al turismo.

I CONTROLLI

E anche se questo paradosso fa infuriare la popolazione (spingendo migliaia di milanesi a prenotare un volo per le Canarie), le forze dell’ordine sono pronte a farlo rispettare. «Sorveglieremo i parchi, le aree verdi e le mete solitamente preferite dai reggiani – spiega il prefetto Rolli – dalla Bassa, penso per esempio ai paesi rivieraschi che si affacciano sul Po, alla montagna, per esempio la Pietra di Bismantova. Posti meravigliosi che, con queste belle giornate, attirerebbero chiunque, ma bisogna stare attenti, non abbassare la guardia».

Controlli serrati anche in stazione, nei caselli autostradali e in tutte le strade di maggiore percorrenza: «Per farlo ci avvarremo anche delle specialità di polizia, come la stradale e quella ferroviaria che si occuperanno dei contesti di loro competenza», spiega il prefetto.

Un’organizzazione necessaria perché se i contagi e i ricoveri stanno registrando un lieve calo, il numero dei morti continua a salire. «Dobbiamo continuare a fare attenzione – l’invito di Iolanda Rolli – e avere grande senso di responsabilità, solo questo può aiutarci a uscire da questa triste situazione. Siamo tutti stanchi, provati e avviliti, questo è stato un anno pesante che ha logorato tutti, ed è normale avere voglia di uscire, avere voglia di libertà. Però attenti – avverte – perché questa libertà potrebbe poi ritorcersi contro di noi». —

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