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Parmigiano Reggiano: Reggio Emilia si spacca su Bertinelli

Niente lista unica. Pinetti: «Le coop non hanno dato rassicurazioni sull’attuale presidente». Venerdì parte la votazione

REGGIO EMILIA. «Avremmo voluto una lista condivisa già da due mesi a questa parte, ma stiamo ancora aspettando di sapere la posizione ufficiale degli altri sul candidato alla presidenza del consorzio, che per noi è e resta Nicola Bertinelli». Lorenzo Pinetti è l’attuale presidente della sezione reggiana che riunisce i caseifici locali del Parmigiano Reggiano. Una sezione chiave per l’elezione del presidente, inquadrato ancora una volta da Pinetti e dalla lista “Caseifici Liberi” in Nicola Bertinelli, la cui prima elezione, nel 2017, fu decisa proprio grazie alla spaccatura della sezione reggiana, dalla quale Pinetti e i suoi uscirono vincitori. Questa volta la partita sembra essere giocata su fronti invertiti. Chi tiene il pallino da quattro anni a questa parte ha paura di una sorpresa - se non addirittura di un ribaltone - da parte di chi allora dalla maggioranza era finito in minoranza, vale a dire la cooperazione. Cooperazione che con la lista “Caseifici al Centro” potrebbe diventare una spina nel fianco di Bertinelli perché, secondo le regole, in caso di due liste chi ha più voti si porta a casa tutti e 9 i posti da consigliere di sezione. Questi, aggiunti ai 3 consiglieri che spettano nel comitato esecutivo, possono cambiare i giochi. «Abbiamo sempre auspicato di trovare un accordo ma non ci si è riusciti» dice quindi Pinetti: «Prima di tutto perché avevamo chiesto che in caso di lista unica le 9 persone scelte fossero valide, indipendenti e stimate, e che fossero loro in autonomia a stilare un programma condiviso da presentare poi al presidente. E poi abbiamo chiesto di dire con chiarezza chi fosse per loro proprio il candidato presidente dell’ente. Non fosse stato Bertinelli ma qualcun altro, si poteva comunque discuterne ma non abbiamo avuto risposte chiare». La lista unica permetteva infatti una spartizione palese dei posti nel consiglio di zona, stanza di compensazione per l’organo di governo del Consorzio che tutela le sorti del Parmigiano Reggiano. Ma l’accordo è sfumato: da una parte le coop, vale a dire Legacoop e Confcooperative, non hanno accettato i veti posti su alcuni candidati da “Caseifici Liberi”. Questi ultimi non accettano la mancanza di certezze su Bertinelli, che a Reggio continua ad essere quindi un candidato divisivo.

Certo è che Bertinelli, dopo mesi sull’altalena, viaggia sull’onda dell’ottimismo grazie ai risultati raggiunti dalle quotazioni del Parmigiano Reggiano, risalite dopo un anno e oltre di sofferenza, con consorziati che rischiavano il default dopo aver investito negli anni del recente boom, rimanendo poi scoperti dai margini finiti sottozero fino al 2019. Per il re dei formaggi a giocare un ruolo importante è stato incredibilmente il Covid. La chiusura dei ristoranti era stata presa come un pugno allo stomaco dai caseifici, che hanno però visto poco dopo un’impennata nelle vendite, spinte dai consumi delle famiglie. Segno che il grattugiato nei ristoranti non è probabilmente tutto Parmigiano nonostante quanto scritto a menù, aprendo però una prateria interessante sul mercato domestico, dove il consorzio sta puntando forte.


Venerdì partono le votazioni a Reggio, unica sezione che avrà due liste divise. Tra i candidati di “Caseifici Liberi” dovrebbero esserci lo stesso Pinetti (latteria di Roncocesi, attuale presidente di sezione), Enrico Mori (Nuova 2000 di Cavriago), Pier Antonio Pelosi (latteria Moderna di Bibbiano), Vincenzo Zanichelli (latteria San Bartolomeo di Poviglio), Alberto Viappiani (caseificio Colline di Selvapiana e Canossa). Tra quelli di “Caseifici al Centro” si fanno tra gli altri i nomi di Giuseppe Sironi (Latteria del Fornacione), Alessandro Bezzi (Latteria Centro Rubbianino), Marco Prandi Marco (Consorzio Vacche Rosse)e Erika Sartori (Latteria Villa Curta) e Giorgio Catelani (Nuova Latteria Fontana). —

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