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San Martino in Rio, guardia di finanza in municipio: acquisiti gli atti della Sala Arcobaleno

Fuccio: «Il mandato viene dalla Corte dei Conti». Esposto presentato da Lusetti «Va chiarita la convenzione con il Pd e il passaggio di gestione dagli ex Ds»

SAN MARTINO IN RIO. Guardia di finanza in Comune martedì scorso per acquisire documentazione relativa alla convezione d’uso della sala polivalente Arcobaleno, nell’area fiera del paese; uno spazio di proprietà comunale ma ormai da molti anni concessa in gestione prima ai Ds e poi al Partito democratico. «Di che cosa si tratti non posso certo saperlo – afferma il sindaco Paolo Fuccio –. Sappiamo invece che l’acquisizione è avvenuta su mandato della procura della Corte dei Conti». Più o meno la stessa spiegazione che il sindaco ha fornito, la stessa sera, in consiglio comunale su domanda precisa del gruppo di opposizione Allenza civica. «Siamo stati informati delle cosa praticamente in tempo reale – spiega il consigliere Davide Caffagni – è abbiamo chiesto spiegazioni al sindaco, ma informazioni più dettagliate non ce ne sono state date. Per questo motivo ci riserviamo di valutare successivamente le mosse da fare, ma certamente presenteremo una nuova interpellanza in Consiglio».

La vicenda relativa alla gestione della sala Arcobaleno è tra i cavalli di battaglia di Fabio Lusetti, capogruppo di “Progetto San Martino”, che a partire dal 2017 ha presentato svariate interpellanze – l’ultima nel settembre 2019 – per chiarire non solo i termini della concessione attuale tra Comune e Pd, ma anche per sapere in forza di quale atto o delibera la convezione stipulata nel lontano 2000 con i Ds di San Martino sia stata trasferita al circolo Pd. Una battaglia a tutto campo che ha portato il consigliere, alcuni mesi fa, a presentare un esposto appunto alla Corte dei Conti. «A questo punto – afferma Lusetti – l’indagine è aperta e non voglio entrare nel merito di una vicenda che, dal punto di vista dei soldi pubblici sborsati, chiarirà la Corte dei Conti. È evidente però che esiste materia sulla quale lavorare, altrimenti la magistratura contabile non si sarebbe mossa».


Dunque, cosa c’è dietro la gestione della sala? Per ora è possibile solo ricostruire una vicenda complessa, ma con solo due protagonisti: da una parte i Ds, poi divenuti Pd, e dall’altro il Comune. I primi costruttori a proprie spese della sala polivalente, i secondi proprietari dei terreni, entrambi legati da una concessione non onerosa fino al 2040. Al netto delle feste di partito, la sala viene utilizzata dal Comune, che all’interno degli spazi ha allestito la mensa della scuola primaria che si trova nelle vicinanze; un utilizzo oneroso, questa volta, che prevede che il Comune paghi l’affitto al partito, fatti salvi 90 giorni gratuiti l’anno. Orbene, una delle questioni sollevate dal gruppo di opposizione Progetto San Martino con l’appoggio di Allenza civica sta proprio nella “retta” che negli anni è passata da 7 a 12-13mila euro l’anno. Non solo. Anche il metodo è stato messo in discussione: il computo del dare e dell’avere viene fatto a ore o a giornate? Poi c’è la questione del passaggio tra Ds e Pd, sulla quale Lusetti vuole vederci chiaro. —

Cristina Orsini

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