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Occupazione a Reggio Emilia contro la Dad: ragazzi sospesi tre giorni dalle lezioni

Gli studenti che hanno occupato il Canossa posti di fronte a una scelta: una sanzione alternativa con un percorso educativo. Hanno detto di no

REGGIO EMILIA. Volevano continuare con le lezioni in presenza e avevano occupato l’istituto. Ora hanno scelto di essere sospesi, rifiutando una riduzione della sospensione vincolata a un percorso educativo. Così, nel caso in cui si proseguisse con quella didattica a distanza che contestano, dovranno scollegarsi dal computer e non seguire le lezioni da casa per tre giorni.

È questa la sanzione disciplinare in epoca Covid a carico di poco meno di una decina di ragazzi che il 3 marzo ha occupato per mezza giornata il liceo Canossa, in occasione di quello che è stato di fatto l’ultimo giorno di scuola in presenza per gli studenti delle superiori. L’occupazione era iniziata alle 7 del mattino ed era proseguita fino al primo pomeriggio, rappresentando il culmine di settimane di mobilitazioni contro la didattica a distanza: una modalità di lezione che – a meno di cambiamenti in corsa – continuerà per gli istituti superiori anche dopo le vacanze pasquali, quando invece studenti e alunni anche delle zone rosse che frequentano le classi fino alla prima media potranno finalmente tornare in aula.


A occupare il Canossa, la mattina del 3 marzo, era stato un gruppo di una quindicina di ragazzi, di fronte all’impossibilità di organizzare un’assemblea autogestita. L’occupazione aveva indotto il dirigente scolastico, Daniele Cottafavi, a dichiarare l’istituto “inagibile”, dal momento che all’interno non erano presenti né insegnanti, né personale Ata, né altre figure che potessero occuparsi del protocollo anticontagio. Un protocollo che gli stessi studenti occupanti, riaprendo le porte dell’istituto, hanno poi portato a compimento, igienizzando banchi, porte e davanzali.

Ma non prima di aver rivendicato le ragioni della loro protesta: «Noi siamo contro la didattica a distanza, vogliamo venire a scuola in sicurezza».

Il caso è stato affrontato nei giorni scorsi dal consiglio d’istituto. E di lì sono stati organizzati singoli consigli di classe, convocando individualmente i ragazzi che hanno partecipato all’occupazione, dopo averne identificati otto.

I colloqui sono terminati ieri. A ciascuno dei ragazzi è stata data una possibilità di scelta: sospensione di tre giorni o, in alternativa, sospensione di un giorno solo, seguendo però un percorso educativo con un professore di diritto o di scienze umane per parlare delle modalità di protesta.

Un’opzione quest’ultima che i ragazzi hanno rifiutato, considerando legittimi i contenuti della loro mobilitazione e rivendicando la loro azione. Gli studenti interpellati non hanno avuto dubbi. E convinti della validità delle loro ragioni stanno pensando di organizzare a breve anche altre forme di mobilitazione per chiedere che la scuola diventi un luogo ancora più sicuro. —

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