A Reggio Emilia rischia di saltare la lista unitaria per il Parmigiano

La sezione locale tenta di ricucire tra coop e i pro Bertinelli Una spaccatura che porterebbe nuove incognite sull’ente

REGGIO EMILIA. Non è detta ancora l’ultima parola, ma la sezione di Reggio Emilia del Consorzio del Parmigiano Reggiano rischia di “spaccarsi” un’altra volta. Siamo ormai alla vigilia delle elezioni per il rinnovo del consiglio della sezione reggiana e la concertazione tra la cooperazione e il gruppo trasversale che porta il nome di “Caseifici liberi” non sembra aver dato i frutti sperati. I reggiani devono eleggere i 9 consiglieri della sezione locale, così come stanno già facendo le altre province, per arrivare poi all’elezione del presidente, posto che vede ad oggi come candidato unico Nicola Bertinelli, presidente in scadenza di mandato. Le elezioni propedeutiche nelle sezioni non sono questioni di lana caprina. Anzi, sono considerate un passaggio nodale per due motivi.

Prima di tutto perché l’assemblea generale può solo ratificare il voto locale. Inoltre, in caso di liste contrapposte, chi vince si prende tutti i 9 posti da consigliere, mentre con la lista unica c’è una spartizione preventiva e pacifica, come spera anche la politica, evitando così eventuali sorprese nella futura gestione dell’ente.


Regole sedimentate nel tempo e che per qualcuno andrebbero però riviste. Fatto sta che Reggio si conferma la sezione più fumantina, essendo le altre province (Parma, Modena, Bologna e Mantova) già partite verso le votazioni con liste uniche. In pratica lo scenario del 2017, quando Reggio si è spaccata e hanno vinto i pro Bertinelli, che si ripresentano forti anche in questa tornata, non priva però di incognite.

Il mondo della cooperazione – quindi Legacoop e Confcooperative – si è sempre detto unito e aperto a una lista unica in accoppiata con “Caseifici liberi”, quest’ultima lista che vede al suo interno l’attuale presidente Lorenzo Pinetti e persone del calibro di Alberto Viappiani di Dalter, tra i pesi massimi del mercato alimentare reggiano con diramazioni in mezzo mondo. Ma nelle scorse settimane la limatura non è stata facile per dei veti che sarebbero stati sollevati contro alcuni candidati proposti dalla cooperazione. Per le coop – come riportato ai propri soci con una missiva di qualche giorno fa – non è possibile accettare che in una trattativa tra diverse realtà ci sia solo un’unica parte – in questo caso “Caseifici liberi” – a decidere quali sono i nomi idonei da candidare».

I candidati di Legacoop, scrive infatti l’associazione che rivendica la propria autonomia decisionale, «sono stati scelti attraverso una consultazione dove le latterie hanno scelto loro stesse e solo loro, quali siano i candidati idonei a rappresentarle in consiglio. Questi nomi possono piacere o non piacere, però sono quelli che le latterie hanno ritenuto più idonei e nessuno al di fuori delle latterie stesse si può permettere di metterli in discussione».

Quindi, «cercare di candidare consiglieri che vadano bene solo a una delle parti e che debbono pensare tutti allo stesso modo è contro i principi democratici e cooperativi».

Dalla missiva si è passati a una nuova mediazione tra le parti, che dovrà concludersi in queste ore per poi arrivare alle elezioni di sezione, fissate il 2 aprile. Certo è che, qualora si passasse a due liste e vincesse la cooperazione, Bertinelli potrebbe diventare un’anatra zoppa qualora Reggio trovasse sponde in altre province soprattutto sul tema centrale della programmazione. —

Enrico Lorenzo Tidona

© RIPRODUZIONE RISERVATA