«Ti brucio con l’acido», marito allontanato

L’uomo maltrattava la moglie anche davanti alle bambine. Minacce proseguite anche dopo che lui aveva lasciato la casa

cadelbosco sopra. «Ti brucio con l’acido», «sei una spazzatura», «faccio esplodere questa casa di merda», «ti mando in mezzo alla strada», «devi finire sotto un ponte». Sono solo alcune delle numerose minacce pronunciate in maniera quotidiana da un 42enne residente nella Bassa reggiana alla moglie 40enne, che maltrattava anche con violenze fisiche compiute davanti ai figli minori.

Maltrattamenti e minacce proseguiti anche dopo che l’uomo era stato allontanato dalla casa coniugale, nel novembre scorso. Aggressioni, offese e minacce di morte erano proseguite anche tramite telefono e messaggi vocali alle figlie minorenni. In un’occasione ha pedinato la moglie arrivando a tagliarle la strada e a offenderla pubblicamente.


Il provvedimento

Il tribunale di Reggio Emilia, su richiesta della Procura, ha ordinato l’allontanamento dell’uomo, facendogli divieto di avvicinarsi alla moglie al suo luogo di lavoro. Un provvedimento cautelare eseguito sabato mattina dai carabinieri di Cadelbosco Sopra, che stavano indagando sui maltrattamenti dopo che la donna ha trovato il coraggio di chiedere aiuto.

L’uomo è accusato di maltrattamenti in famiglia aggravati dall’essere commessi davanti ai figli minori.

I comportamenti del marito si erano acuiti dalla fine dello scorso mese di luglio, quando la donna aveva denunciato il marito per i maltrattamenti subiti. Maltrattamenti fisici e psicologici, quelli computi dall’uomo nei confronti della moglie, a seguito dei quali, al termine delle indagini, i carabinieri in forza alla stazione di Cadelbosco Sopra hanno denunciato l’uomo per maltrattamenti in famiglia aggravati.

Il sostituto titolare dell’inchiesta, condividendo con le risultanze investigative dei carabinieri, ha richiesto e ottenuto dal gip del tribunale di Reggio Emilia l’applicazione nei confronti dell’uomo della misura coercitiva del divieto di avvicinamento alla vittima, prescrivendogli di non avvicinarsi a meno di 1.500 metri dall’abitazione e dal luogo di lavoro della donna.

la gelosia

Dalle indagini è emerso come i maltrattamenti sarebbero l’espressione di una persistente volontà di “controllo” e della gelosia dell’uomo nei confronti della moglie (separata di fatto ormai da mesi). Le pressanti intimidazioni erano correlate alla rabbia per una presunta nuova relazione della donna.

la casa

Proprio la volontà dell’uomo di voler mantenere tutta per sé la casa coniugale ha provocato una serie di comportamenti finalizzati a fare lasciare la casa dalla moglie; maltrattamenti che si sono intensificati da novembre scorso quando l’uomo ha lasciato l’abitazione. —

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