Al Pronto soccorso via ai lavori per l’adeguamento all’emergenza Covid

Al San Sebastiano verrà allestita una nuova camera calda di accesso. Un ingresso autonomo per i pazienti con sospetta infezione

CORREGGIO. Sono iniziati ieri i lavori di adeguamento della sede del Pronto soccorso dell’ospedale San Sebastiano. Ieri hanno visitato il cantiere il sindaco Ilenia Malavasi e il direttore generale Ausl Irccs di Reggio Emilia, Cristina Marchesi. «L’intervento – spiega l’Ausl – è finalizzato a un’organizzazione degli spazi più compatibile con la situazione epidemica: una nuova camera calda di accesso e un’area per la gestione dei pazienti con sospetta infezione da Covid, dotata di ingresso autonomo e di impianto per adeguati ricambi aria e pressione negativa. La conclusione dei lavori, che interessano un’area di circa 500 metri quadrati e richiedono un investimento di 1.252.000 euro, è prevista entro l’estate 2021. Gli accessi alla struttura ospedaliera non saranno interessati dall’area del cantiere, quindi il percorso di ambulanze, automedica e autoinfermieristica non subirà variazioni».

EMERGENZA EPIDEMICA


Quanto all’adeguamento alle condizioni di emergenza epidemica, come annunciato nei mesi scorsi, «lo stanziamento straordinario di fondi da parte del ministero della Salute, destinato alle aziende sanitarie impegnate ad applicare le normative anti-contagio, ha interessato l’Azienda Usl Irccs di Reggio Emilia per quasi 16 milioni di euro (precisamente 15.769.476 euro), cui si aggiungono 676.740 euro di fondi aziendali, per un totale di 16.446.216 euro. Nel rispetto delle Linee di indirizzo per il potenziamento della rete ospedaliera per emergenza Covid (in attuazione dell’articolo 2 del Decreto legislativo 34/2020), le risorse sono state destinate a progetti di adeguamento dei Pronto soccorso degli ospedali provinciali e dei settori di assistenza intensiva e semintensiva. L’obiettivo generale è di rendere compatibile alle esigenze dettate dalla situazione epidemica quanto già esistente in fatto di dotazioni, spazi di lavoro e percorsi».

LA RIORGANIZZAZIONE

L’investimento complessivo per i progetti per la riorganizzazione della rete di Emergenza-Urgenza provinciale ammonta a 8.157.780 euro. «Per i servizi di emergenza-urgenza dei sei ospedali della provincia di Reggio sono stati progettati interventi che interessano la distribuzione degli spazi e sono accomunati dalla necessità di individuare un punto di pre-triage in corrispondenza della cosiddetta camera calda. L’obiettivo è la divisione del flusso dei pazienti negativi da quelli sospetti di positività al Covid. In ciascuna sede è prevista la realizzazione di un doppio accesso: uno per gli approfondimenti in area a pressione negativa e uno per il Pronto soccorso tradizionale in assenza di sintomatologia riconducibile al virus. In ogni Pronto soccorso questa impostazione è stata declinata sugli spazi esistenti e secondo la vocazione dello stabilimento ospedaliero. Anche gli impianti subiranno un rinnovamento, con particolare attenzione a nuove apparecchiature di trattamento, filtrazione e distribuzione dell’aria con regolazione automatica».

L’IMPATTO DEL COVID

Quanto all’impatto dell’emergenza Covid-19 sugli ospedali, «dall’analisi dei dati emersi nella prima e seconda ondata pandemica – affermano dall’Ausl reggiana – è stato rilevato che circa il 5% dei pazienti positivi al virus hanno avuto necessità di ricovero ospedaliero e, di questi, circa il 15% è stato destinato alla terapia intensiva o ad area ad alta intensità di cura per periodi di qualche settimana. Nella fase più complicata dell’epidemia, inoltre, una parte della pressione derivante dalla richiesta assistenziale si è riversata sui Pronto soccorso ospedalieri con un numero di accessi assai più elevato rispetto agli standard. L’incertezza sull’andamento della curva epidemica ha reso evidente la necessità di rendere definitive alcune soluzioni provvisorie adottate nella fase emergenziale e di introdurne di nuove, con l’obiettivo di tenere separati e sicuri i percorsi per i pazienti positivi e creare aree di permanenza dedicate a chi è in attesa di diagnosi». —

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