Accordo tra Caggiati e Unione Val d’Enza

L’ex comandante della polizia locale riassunta come funzionario, in aspettativa senza stipendio e in attesa del trasferimento

Mauro Grasselli

MONTECCHIO. Aveva fatto causa contestando il licenziamento da parte dell’Unione Val d’Enza, Cristina Caggiati, ex comandante del Corpo di polizia locale. Ora la giunta dell’Unione degli otto Comuni ha deliberato all’unanimità (assente solo Fausto Torelli, sindaco di Montecchio) di accogliere la proposta di transazione della lite davanti al giudice del lavoro, avvenuta il 18 dicembre scorso. Proposta che, di fatto, comporta la riassunzione di Cristina Caggiati «con il profilo di funzionario amministrativo, senza posizione orgnizzativa»; il «pagamento di sei mensilità»; la «richiesta di aspettativa senza assegno (senza stipendio, ndr) da parte di Cristina Caggiati per il periodo massimo di un anno, anche in funzione di un distacco e successivo trasferimento ad altra amministrazione». Inoltre, con la delibera della giunta dell’Unione si dà atto «che la composizione della lite in materia di lavoro avverrà con sottoscrizione di accordo transattivo», cioè un contratto con il quale le due parti pongono fine a una lite facendosi reciproche concessioni.


La transazione proposta dal giudice del lavoro e accettata dall’Unione ovviamente non ha nulla a che fare con le sorti del processo penale che vede Cristina Caggiati alla sbarra per la clamorosa inchiesta che ha portato al licenziamento dei vertici della polizia locale; processo tutt’ora in corso che vede Cristina Caggiati in una posizione decisamente più leggera rispetto a quella dell’ex vicecomandante Tito Fabbiani, alla sbarra assieme alla compagna e collega Annalisa Pallai (vedi articolo a lato).

Inoltre, la transazione deliberata dall’Unione Val d’Enza porta vantaggi ad entrambe le parti.

In generale, dal punto di vista giuridico chi subisce un licenziamento per giusta causa non può essere assunto da altre amministrazioni pubbliche, quindi Cristina Caggiati ha tutto l’interesse a restare senza un licenziamento per giusta causa a proprio carico, in modo da poter essere assunta altrove.

L’Unione dei Comuni ottiene invece una diminuzione del rischio economico, dal momento che «la proposta transattiva formulata dal giudice – prendono atto i sindaci dell’Unione nella delibera di giunta – consentirebbe di ridurre l’importo economico che potrebbe essere preteso dalla ricorrente (Caggiati, ndr) in caso di soccombenza dell’Amministrazione».

Un vantaggio per entrambe le parti, appunto, che comunque non comporta il rientro di Cristina Caggiati nel ruolo di comandante del Corpo di polizia locale, benché riassunta dall’Unione con il profilo di funzionario amministrativo, senza posizione organizzativa, con il pagamento di sei mensilità (il licenziamento venne deciso dall’Unione il 4 aprile 2019), con la richiesta di aspettativa senza stipendio in funzione di un distacco e di un successivo trasferimento ad altra amministrazione. —

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