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Lo stalker resta ai domiciliari: «C’è il pericolo che ci riprovi»

Interrogatorio di garanzia per il 42enne che minacciava le sue due ex compagne L’uomo ha numerosi precedenti penali, anche per spaccio di stupefacenti

GATTATICO. Non voleva minacciare le due ex compagne: ha ammesso di essersi macchiato di eccessi verbali, ma il suo intento era solo quello di incontrare la figlia. Si è detto pentito e ha promesso che in futuro non contatterà più le donne, e agirà soltanto tramite dei servizi sociali.

IN TRIBUNALE

Questa la versione – fornita ieri in tribunale a Reggio Emilia durante l’interrogatorio di garanzia durato mezz’ora – dell’uomo di 42 anni, residente in Val d’Enza e di origini salernitane, rivelatosi stalker seriale per aver perseguitato due donne (con le quali aveva avuto in tempi diversi una relazione importante) e un amico di una delle due. L’arrestato, ora ai domiciliari, è accusato di atti persecutori. Il provvedimento cautelare risale al 24 marzo.

«Dobbiamo parlare. Ti vengo a cercare. Guarda che sono pronto a tornare in galera e a farmi pure l’ergastolo», sono state le minacce che lo stalker, a distanza di quattordici anni dalla fine della convivenza, ha rivolto alla ex di 37 anni. Lo stesso atteggiamento minaccioso nei confronti dell’ultima ex, la 30enne alla quale ha inviato messaggi offensivi e minacciosi attribuendole numerosi amanti.

Le due donne sono state fatte oggetto di minacce di morte esplicite. Nei confronti della madre di sua figlia, in una circostanza l’uomo si è presentato all’asilo della piccola e ha cercato di colpire la donna con una testata.

Condotte persecutorie indirizzate anche all’amico della 30enne, un 23enne che ha ricevuto ossessivi messaggi con frasi del tipo «vi squarto vivi». Un atteggiamento che ha trasmesso alle sue vittime uno stato di ansia perdurante, di timore per la propria vita e per quella dei propri cari, tanto da modificarne le abitudini. Sulla base della relazione dei carabinieri, il sostituto procuratore Maria Rita Pantani ha ottenuto un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti del 42enne e ieri ha chiesto che lo stalker resti in carcere.

INCLINE ALLA VIOLENZA

Secondo l’accusa, infatti, il disoccupato «è gravato da plurimi precedenti penali per reati anche a base violenta come lesioni personali, oltre che spaccio»; «ha una personalità incline all’esplosione mediante prevaricazione morale fino alla forza bruta»; «nemmeno i diversi interventi delle forze dell’ordine l’hanno distolto dai suoi propositi aggressivi».

In conclusione, «il pericolo di reiterazione è concreto e attuale», e «le esigenze cautelari possono essere soddisfatte solo con la custodia cautelare, anche domestica».

L’avvocato difensore Costantino Diana, dello studio Cataliotti, ha proposto l’obbligo di firma e il divieto di avvicinamento mediante l’utilizzo del braccialetto elettronico, già applicato all’indagato. Il gip Luca Ramponi si è riservato di decidere. —

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