Emelian dimesso dopo le coltellate: «Non mi aspettavo una simile reazione»

Luigi Galllitto in carcere: «Non ci ho più visto, mi sentivo minacciato». Aggressione ripresa col cellulare dalla moglie del ferito

BIBBIANO. Poteva finire in tragedia, ma per fortuna si consumerà “solo” nelle aule del tribunale di Reggio Emilia l’epilogo della lite tra vicini di casa sfociata in un accoltellamento, giovedì in via Ariosto 3. A inchiodare Luigi Gallitto, 49enne di origini siciliane, arrestato per avere pugnalato il vicino di casa Emelian Cristman, 37enne moldavo, c’è anche un video fatto con il proprio cellulare dalla moglie di quest’ultimo, Irina, che lo ha ripreso mentre vibrava le coltellate.

Cristman, raggiunto da due fendenti a un braccio e all’emitorace, si ritrova anche con alcune ferite da taglio al volto, ma per fortuna le sue condizioni sono migliorate al punto che nel primo pomeriggio di ieri è stato dimesso dall’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, dove era stato portato d’urgenza subito dopo l’accaduto.

«Da Gallitto non mi aspettavo una reazione simile», ha detto al suo legale Massimiliano Casagrande, avvocato del Foro di Modena. Il 37enne lo ha nominato subito dopo essere stato dimesso. «In attesa di vederlo, l’ho sentito al telefono – riferisce il legale –. Ha riportato lesioni molto serie. Per fortuna è ancora vivo. L’ho sentito molto sotto shock. Mi ha detto della lite e dell’aggressione. Sì, c’erano state delle incomprensioni tra le due famiglie. Ma da Gallitto una reazione del genere Emelian non se l’aspettava».

L’avvocato, in attesa di leggere le carte e di avere chiarimenti sull’accaduto che verranno dalle indagini dei carabinieri della stazione locale, riporta l’antefatto di questa assurda escalation: «C’era stata una discussione il giorno prima. Il 49enne vicino di casa ha aggredito verbalmente le bimbe mentre giocavano in cortile. A quel punto era intervenuta la moglie di Cristman. Il giorno dopo Emelian ha voluto parlare con la signora Gallitto, Chiara Brusa. Poi è avvenuta l’aggressione».

Dal canto suo, Gallitto, un tecnico trasfertista specializzato nel montaggio di macchinari industriali, spesso in giro per il mondo per il suo lavoro, interrogato dal pm Marco Marano, alla presenza del suo avvocato Vainer Burani del Foro di Reggio, ha raccontato quanto successo, ammettendo le sue responsabilità, e si è mostrato molto affranto. Ora è in carcere a Modena, a causa del focolaio Covid alla Pulce di Reggio.

«Ha detto più volte – riferisce Vainer Burani – che si è sentito senza ossigeno al cervello, sopraffatto dal vicino, un metro e novanta per 120 chili di peso, e in pericolo. La moglie lo aveva chiamato al lavoro dicendo che Cristman era rientrato a casa molto adirato e la stava minacciando. “Non ci ho visto più”, ha detto. Il coltello era quello che aveva usato qualche giorno prima per un barbecue. Il cancello? È di quelli elettrici. Ha sbattuto contro l’auto mentre si richiudeva, tanto che la macchina Gallitto l’ha lasciata ferma lì a metà».

In questi giorni Gallitto avrebbe dovuto partire per lavoro per la Russia. Un viaggio saltato a causa delle restrizioni per la pandemia da Covid 19. Lo stress dovuto alle incertezze per il lavoro e alla situazione generale dovuta alla pandemia è un altro elemento che potrebbe avere giocato pesante nella reazione spropositata del 49enne. Di certo, sostiene lui, è il motivo della presenza della piantagione di marijuana nascosta in casa, con la quale contava di rifarsi delle perdite sul lavoro. Gallitto ha raccontato di avere iniziato a coltivarla da poco tempo, ma di essersi reso subito conto di non esserne capace. «Un altro grosso sbaglio – ha raccontato –. Quella droga è patocca». E allontana la moglie, che ora si trova ai domiciliari perché condivide con il marito l’accusa di coltivazione di stupefacente, dalle responsabilità: «Lei non sapeva». La convalida dell’arresto di Gallitto ci sarà forse lunedì prossimo. Nel frattempo, anche per la difesa si dovrà considerare bene la dinamica e puntare sulla mancanza di premeditazione e su eventuali attenuanti. —

Miriam Figliuolo

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