«Vittoria dopo 200 giorni di presidio» L’impresa degli operai della Goldoni

I lavoratori vivono ancora giorno e notte davanti allo stabilimento: «La nostra è una conquista di tutta la comunità»

Serena Arbizzi

RIO SALICETO. «Abbiamo vinto: dopo sette mesi di presidio siamo fieri di affermarlo ed è talmente bello che quasi non ci crediamo. Al grido di battaglia “La Goldoni va salvata. Punto”, l’azienda l’abbiamo salvata sul serio, sfidando neve e grandine, notte e giorno nei gazebo, nelle tende e nei container che formano il nostro presidio».


Hanno trasformato una missione impossibile in un traguardo tagliato. I circa 200 lavoratori della Goldoni, storica azienda di macchine agricole al confine tra Migliarina e Rio Saliceto, hanno vinto: il Tribunale di Modena ha dato il via libera all’acquisto da parte di Keestrack. Ora, i lavoratori sono in mano a un’azienda che punta alla produzione di 200 trattori entro maggio, con ripartenza il 12 aprile.

Ma è stata una trattativa lunga e complicata. Nel febbraio 2020 quando, dopo un anno di inattività, sull’azienda si abbattè la scure del concordato, arrivò anche il Covid e inevitabilmente si registrò qualche contagio. Poi, in estate, delegazioni della Carraro, impresa del nord-est che opera nel settore, ha fatto visita all’azienda, ma l’ammiccamento è sfumato. Gli operai allora non sapevano che la salvezza sarebbe arrivata da un’azienda belga, ma che in Italia ha una sede proprio nel nord-est, a Treviso.

«Anzi, a fine estate abbiamo saputo che il concordato era liquidatorio, non in continuità – confidano alcuni lavoratori –. Abbiamo visto il fallimento dritto negli occhi, ma non abbiamo perso tempo: il 4 settembre abbiamo iniziato il presidio permanente montando gazebo e tende davanti allo stabilimento».

Presidio che verrà smontato, ma non del tutto, nelle prossime settimane, in occasione di una grande festa per ringraziare la comunità che ha adottato i lavoratori, portando torte, ma anche bancali di legno e bottiglie di vino in dono. La sciarpa con il motto: “La Goldoni va salvata. Punto” fa il giro d’Italia. Una delegazione del Pd va alla festa dell’Unità e consegna un appello al premier Conte, tramite il sindaco di Carpi Bellelli. E davanti alla Goldoni arriva Cisco, con il sindacalista Angelo Dalle Ave al violino per “Bella ciao”.

In autunno Keestrack deposita un’offerta, che rimane l’unica dopo l’asta da 9 milioni e mezzo di euro indetta dal Tribunale. 110 lavoratori faranno parte del piano, 69 gli esuberi che provocano pianti e notti insonni a tutti.

«Fino a mercoledì eravamo ancora in attesa: una volta sbloccata la somma per l’incentivo ai lavoratori il Tribunale ha dato il via libera – chiosa Stefania Ferrari, segretaria della Fiom Cgil –. Sette mesi fa non l’avremmo mai detto: ci speravamo e per questo abbiamo creato il presidio. Il merito principale è dei lavoratori dai quali abbiamo visto un atteggiamento solidale». Ora «la sfida è ripartire – rimarca Massimo Occhi Fim Cisl –. Rimettere in moto l’organizzazione con clienti e mercato non sarà semplice, ma Keestrack è leader europeo nel settore». —

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