Lupo ucciso da un colpo di fucile. La carcassa trovata nel greto del torrente

La carcassa dell’animale trovata nel greto del corso d’acqua

Vezzano, il recupero da parte di Chiapponi del Rifugio Matildico. «Sempre più spesso vittime di incidenti stradali e ora questo:  sono in difficoltà»

VEZZANo. L’hanno segnalata i cittadini: una carcassa di lupo da giorni nel greto del corso d’acqua tra La Vecchia e il territorio di Casina. Quando Ivano Chiapponi, incaricato dei recuperi degli animali selvatici, giovedì della settimana scorsa, l’ha tirata su ha scoperto cosa aveva ucciso l’animale: un colpo di fucile. Si tratta di un grave episodio, nei confronti di una specie protetta, perseguibile penalmente e sul quale ora stanno indagando i carabinieri forestali di San Polo.

Ivano Chiapponi indica il foro di uscita del proiettile


Che il lupo in questo ultimo periodo sia al centro dell’attenzione, è cosa nota. La causa è la sua presenza diffusa, che si è spinta sempre più in pianura, tanto che non di rado succede di vederli in campagna: i video degli avvistamenti fanno presto il giro del web, facendo aumentare ulteriormente attenzione e preoccupazione. Ma qui siamo di fronte all’uccisione deliberata di un animale. Si tratta di un esemplare femmina, di giovane età. «Quando lo abbiamo recuperato abbiamo notato subito il grosso foro, da dove è uscito il proiettile – spiega Chiapponi – Dall’altra parte abbiamo notato quello più piccolo: il foro di ingresso».

La carcassa dell’animale è stata affidata al Wolf Apennine Center, per tutti gli studi del caso, insieme ad altre 8 lupi morti invece perchè investiti e recuperati tra le province di Modena e Reggio da Chiapponi in soli 2 mesi.
«Io credo che in questo periodo il lupo sia molto in difficoltà – denuncia – Lo dimostrano i ripetuti incidenti in cui rimangono coinvolti e ora anche questo episodio». Per Chiapponi si è registrato anche un calo degli animali che sono prede predilette da parte dei lupi, come daini e caprioli, per effetto della diffusione del lupo.

«Ma ora secondo me sono più in difficoltà nella ricerca del cibo e questo potrebbe portare anche a vederli diminuire di numero» spiega. D’altronde Chiapponi con il suo lavoro è un osservatore speciale di quello che avviene alla fauna nel nostro territorio. A lui spettano anche i recuperi di altri animali selvatici, o di quello che di loro resta, dopo il passaggio del lupo.