Li allontana dal bar chiuso e viene preso a sprangate dal branco, 4 arresti e 9 denunce

Un 50enne finisce all'ospedale con le costole rotte. Nei guai finiscono in 13 tra cui un minorenne

LUZZARA. Preso a sprangate dal branco davanti al bar: una vera e propria spedizione punitiva ai danni di un 50enne, dopo l'invito ad andarsene dal locale già chiuso. L’uomo è finito in ospedale con varie fratture, ma il gruppo (composto da giovani tra i 17 e i 35 anni) non l’ha fatta franca; a distanza di sei mesi i carabinieri hanno denunciato anche gli ultimi nove responsabili. Quattro erano già stati arrestati subito dopo il gravissimo episodio. In tutto sono 13 i giovani finiti nei guai, tra i quali un minore, e quattro gli arresti. 
 
Dovranno rispondere di concorso in lesioni aggravate. La vittima era stata giudicata guaribile in 30 giorni.
L’uomo era stato picchiato brutalmente dai 13 ragazzi, armati anche di spranghe e tubi in acciaio, solo per avere invitato alcuni di loro a uscire dal bar, che era già chiuso e con la saracinesca abbassata. 
 
I fatti risalgono alla sera del 23 settembre dell’anno scorso e si sono verificati in pieno centro a Luzzara, al caffè Al Gamber. Tutto ha avuto origine quando due giovani sono arrivati al bar e hanno alzato la saracinesca, già abbassata, per chiedere il cambio di una banconota da venti euro. 
 
Sono stati invitati da un cliente, un 50enne del paese ad andarsene, in quanto il locale era già in chiusura. Ma l'invito è stato accolto come un affronto, tanto che poco dopo i due sono tornati con altre 11 persone, aggredendo il cliente, finito in ospedale al Santa Maria Nuova di Reggio con fratture costali e traumi guaribili in un mese. 
 
Il commando è arrivato in piazza Ferrari con due auto, picchiando selvaggiamente il 50enne, colpito a più riprese con le spranghe, anche quando era a terra. È stato danneggiato anche il gazebo esterno al locale. Poi la fuga su una Golf e un Fiat Doblò. Sul posto sono subito arrivati i carabinieri di Luzzara e del radiomobile di Guastalla. All'epoca le ricerche nella zona avevano permesso di fermare, a Codisotto, una delle auto con a bordo un 23enne reggiano abitante a Novellara, con un 26enne e un 27enne, entrambi pakistani, abitanti a Novellara e un 29enne abitante a Campagnola Emilia, di origine indiana. 
 
Nell'auto c'erano un tubo in ferro di un metro e 30 cm e uno tubo in acciaio inox di 70 centimetri, usati poco prima per l’aggressione. I 4 vennero arrestati per concorso in lesioni personali aggravate, danneggiamento e porto abusivo di oggetti atti ad offendere. 
 
Le indagini dei carabinieri di Luzzara a distanza di 6 mesi dal violento pestaggio hanno permesso di risalire agli altri 9 complici (due 25enni di Campagnola Emilia  un 24enne di Suzzara, tutti di origine pakistana, un 25enne di Pegognaga, un 22enne di Novellara, un 35enne e 29enne abitanti a Luzzara, un 26enne di Suzzara, tutti di origine indiana, e un 17enne reggiano) ora tutti accusati di concorso in lesioni personali aggravate, danneggiamento e porto abusivo di oggetti atti a offendere.