La Rocca del Boiardo entra a pieno titolo nella rete dei castelli del Ducato di Parma

Il presidente Landi: «L’obiettivo è la sinergia sul turismo» L’assessore Caffettani: «Ripartiremo con determinazione»

SCANDIANO. Scandiano entra ufficialmente nel circuito delle rocche del Ducato di Parma e Piacenza. Nei giorni scorsi è stato formalizzato l’ingresso del Comune nell’associazione dei castelli del Ducato di Parma, Piacenza e Pontremoli, uno dei principali circuiti storici condivisi a livello nazionale, che oltre alle province occidentali emiliane comprende anche la Lunigiana, nell’alta Toscana, da sempre legata a queste terre.

Scandiano, tramite la Rocca del Boiardo, era parte del percorso dal settembre 2020 in maniera transitoria, ora il salto è definitivo. La Rocca del Boiardo sarà indicata ufficialmente nel pacchetto della rete dei Castelli del Ducato, che in periodi normali conta su oltre mezzo milione di visitatori all’anno grazie alla presenza di alcuni dei luoghi più conosciuti dell’intera Regione, a partire dai castelli di Torrechiara e Montechiarugolo, a cui unire la Reggia di Colorno e la Rocca Sanvitale di Fontanellato nel parmense, il Palazzo Farnese e la Citta della Viscontea, il Castello Malaspina dal Verme di Bobbio e la Rocca Viscontea di Castell'Arquato nel piacentino.


Anche nel web, nei mesi della clausura, l’interesse è stato alto, con un milione e 600mila visualizzazioni nel 2019 e un milione 200mila visualizzazioni nel 2020. Il legame storico è forte: «Diamo il benvenuto al Comune di Scandiano e alla Rocca dei Boiardo dove dimorarono non solo i Da Fogliano ed i Boiardo ma successivamente, per alcuni periodi, anche i Thiene, i Bentivoglio, gli Este», ricorda il presidente del circuito Orazio Zanardi Landi. E precisa: «Molti sono i legami artistici e storici che legano i nostri luoghi: l’architetto Giovan Battista Aleotti, detto l'Argenta, ha affrescato la sala dell’Apoteosi alla Rocca di Sala Baganza ed è presente come firma anche a Scandiano, così come Niccolò dell'Abate che ha affrescato anche la Rocca Meli Lupi di Soragna. Ma al di là delle connessioni, l’obiettivo è fare sinergia per un marketing turistico culturale di ampia portata».

«Già ad agosto 2020 avevamo concretizzato in giunta la decisione di entrare come amministrazione comunale sul portale dei Castelli del Ducato per valorizzare la Rocca dei Boiardo – ricorda l’assessore alla Cultura, Matteo Caffettani – gli atti amministrativi ci hanno portati ad essere pronti in autunno e siamo certi che, terminata l’emergenza che stiamo vivendo, tutti insieme ripartiremo e lo faremo con determinazione e passione».

Nel concreto, non appena i musei e i luoghi storici potranno essere riaperti, la Rocca del Boiardo verrà spinta come uno dei luoghi “nuovi” del circuito, con ampio spazio nella sezione reggiana del portale. Il grande complesso medievale simbolo di Scandiano ha tante offerte da proporre: nel palazzo è nato Matteo Maria Boiardo, l’autore dell’Orlando Innamorato, nei sotterranei ha lavorato a lungo lo scienziato scandianese Lazzaro Spallanzani, nelle stanze hanno alloggiato Francesco Petrarca, il riformatore Giovanni Calvino e papa Paolo III. Un altro sito che verrà valorizzato è il “Campanone”, la vecchia torre dell’Orologio, porta d’ingresso al centro storico.

L’associazione è strutturata su due livelli, i complessi storici – tutti in buono stato di conservazione – possono essere soci, con una carta di qualità da rispettare, o partecipare come sostenitori, con vincoli meno stretti sulle aperture e le visite. Le rocche socie erano sino ad ora 25, 14 a Parma e 11 a Piacenza. È stato creato poi un “passaporto” del circuito, che ogni utente può richiedere per certificare la propria presenza nelle varie tappe. Nel reggiano, l’elenco degli altri luoghi di interesse comprendeva già i castelli di Bianello a Quattro Castella e a Sarzano di Casina, la torre di Rossenella a Canossa e la sala del Tricolore nel municipio di Reggio Emilia. —

Adriano Arati

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