Il sacrificio compiuto da Francesco Italia «Io, tra i 69 in eccesso e un futuro incerto»

Il magazziniere 59enne di Rio Saliceto ora usufruirà di cassa integrazione e Naspi 

LE STORIE

«Mi mancano 27 mesi per andare in pensione, ho fatto spazio ai colleghi più giovani facendo un passo indietro. Così, sono tra i 69 dichiarati in esubero». Il libro della vittoria comprende anche un capitolo molto doloroso: quello dei lavoratori che non sono inclusi, almeno per ora, nel piano industriale della newco Goldoni-Keestrack. Si tratta di 69 operai, prevalentemente di due settori, che hanno ricevuto una liquidazione media di 20mila euro, calcolata in base al tempo rimanente prima della pensione, più il preavviso. Alcuni, più vicini alla fine della carriera lavorativa, hanno dato la propria disponibilità a rientrare tra i 69.


Uno di questi è Antonio Primo, 59 anni, di Carpi. «Ho trascorso una vita tra le macchine utensili – racconta dal presidio che, anche ieri mattina, non ha abbandonato –. Sono qui alla Goldoni da 24 anni al reparto montaggio. Mi sono sentito di fare questo gesto volontariamente: ci sono colleghi più giovani di me che hanno bisogno di lavorare, così mi sono fatto da parte per creare nuove opportunità per loro. Tra noi siamo qualcosa di più di una famiglia – prosegue il lavoratore –, soprattutto dopo questi quasi sette mesi trascorsi al presidio insieme, giorno e notte».

Tra le clausole dell’accordo firmato tra azienda e sindacati alla base della nuova società, c’è il possibile “ripescaggio” – nel caso l’attività della Goldoni riprenda in modo fiorente – e quindi la possibilità di riassunzione anche per chi, almeno momentaneamente, non rientra tra i 110 per i quali è scattata la continuità.

Accanto a chi ha deciso volontariamente di rientrare tra i 69 esuberi, c’è anche chi, al contrario, ha dovuto suo malgrado accettare l’interruzione del rapporto di lavoro.

«Il 3 marzo, al presidio, mi hanno comunicato che, oltre ai lavoratori volontari, era necessario che altri facessero lo stesso sacrificio per arrivare a 69 – puntualizza Francesco Italia, 59 anni, di Rio Saliceto –. Per venti giorni, dopo quella data, non sono più venuto al presidio. Lavoro in Goldoni da 13 anni al reparto magazzino e ricezione. Ora potrò usufruire della cassa Covid, poi di un anno di cassa integrazione straordinaria, due di Naspi. Del resto, però, a 59 anni è complicato, se non impossibile, reinventarsi da capo». —

S.A.

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