Violenza sulle donne, a Reggio Emilia 33 uomini iscritti ai percorsi di rieducazione

I dati raccolti in occasione del rinnovo del protocollo fra la questura e la Papa Giovanni XXIII

REGGIO EMILIA. Insieme, ancora una volta, per combattere gli uomini che usano violenza contro le donne. Il 19 marzo è stato rinnovato il protocollo di intesa tra la questura di Reggio Emilia e la cooperativa sociale Papa Giovanni XXIII in materia di stalking e violenza domestica, protocollo strutturato all’interno del “Servizio per uomini maltrattanti» (Sum) nato dalla cooperativa ad ottobre 2019.

Il questore Giuseppe Ferrari e Fabio Salati, presidente della Papa Giovanni, hanno firmato il rinnovo di questa alleanza che permetterà di agevolare l’accesso al percorso di terapia all’interno del Sum, strutturato con incontri psico-educativi individuali e lavori terapeutici in gruppi per uomini che usano, hanno usato violenza o si sentono a rischio di manifestare comportamenti violenti contro una donna.


Un impegno condiviso dalla questura e dalla cooperativa per affrontare e contrastare, anche grazie ad un lavoro di rete, il fenomeno sempre più dilagante della violenza di genere. «L’iniziativa è di significato notevole – sottolinea il questore – attesa la complessità del fenomeno e l’esistenza di atteggiamenti di difficile interpretazione o spesso contraddittori da parte delle persone coinvolte, a causa delle particolari condizioni psicologiche in cui si trovano non solo le vittime, ma gli stessi soggetti maltrattanti».

L’invito è comunque «a non esitare e a rivolgersi alle forze dell’ordine o ai servizi specializzati per imparare a conoscere i comportamenti devianti e anticipare la soglia di intervento prima che gli stessi sfocino in atti di violenza o prevaricazione».

Per capire la portata del fenomeno basti pensare che solo lo scorso anno, malgrado il periodo di lockdown o forse proprio a causa delle convivenze forzate, sono state più di 70 le persone che si sono rivolte agli agenti della sezione “vittime vulnerabili” della divisione anticrimine della questura per denunciare violenze o semplicemente per ottenere un consiglio o un conforto.

Ventotto sono invece i provvedimenti di ammonimento del questore emessi nell’anno scorso per stalking o violenza domestica. Una significativa percentuale delle persone “ammonite”, peraltro, ha poi deciso di avvalersi del servizio per uomini maltrattanti.

«È un risultato importante anche in relazione alla necessità di contrastare questo periodo storico senza precedenti – spiega Salati –. Ormai è evidente che un’altra emergenza emersa nei periodi di lockdown e durante la pandemia da Covid sia la situazione di accentuato rischio per le donne vittime di violenza all’interno dei contesti domestici. La convivenza forzosa ha spesso portato all’inasprirsi di situazioni relazionali già fragili o compromesse. In questo quadro particolarmente allarmante il progetto del Servizio uomini maltrattanti ha continuato a operare nel rispetto delle normative anti contagio, utilizzando anche videochiamate e contatti telefonici».

Nel corso del 2020 i referenti del servizio della Papa Giovanni XXIII sono stati contattati da 33 uomini che sono entrati a far parte del percorso terapeutico. Il 69 per cento di questi sono italiani e l’età media è tra i 30 anni e i 40 anni, mentre quasi tutte queste persone hanno un’occupazione e il 70 per cento di loro ha dei figli.

«La nostra speranza – conclude Salati – è che si riesca ad aiutare il maggior numero di persone possibile in modo da limitare al massimo i rischi di violenza domestica. Per questo motivo invitiamo tutti gli uomini che si sentono a rischio di perdere il controllo a contattare il nostro collega Giovanni Costi al 329.6707298 o a scriverci alla mail sum@libera-mente.org. Attraverso un servizio gratuito, anonimo e professionale cercheremo di aiutarvi, per il bene sia vostro che di tutti coloro che vi sono accanto». —

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