Asfaltatura in via Emilia Pendolari alle prese con code e deviazioni

Cinquanta minuti per percorrere 17 chilometri, da Sant’Ilario a Reggio A mezzogiorno un tamponamento a Gaida ha bloccato tutto il traffico

Ambra Prati

REGGIO EMILIA. Cinquanta minuti per percorrere diciassette chilometri: tanto hanno impiegato, ieri, gli automobilisti che sono partiti da Sant’Ilario d’Enza per giungere in centro storico a Reggio Emilia.


Tale dilatazione del tempo di percorrenza della strada è effetto dei lavori di manutenzione straordinaria di tratti della via Emilia indetti dal Comune per tre giorni, da ieri fino a domani, venerdì.

Nonostante sia molto probabile che le autorità abbiano approfittato della chiusura delle scuole per eseguire i lavori, il cantiere mobile, necessario per riasfaltare il manto stradale, ha comportato inevitabili disagi per i pendolari.

Chi si è ritrovato sulla via Emilia ha dovuto affrontare una viabilità che si è rivelata una corsa a ostacoli tra sbarramenti e percorsi alternativi che si sono modificati più volte durante il giorno, in base all’avanzamento del cantiere e all’orario della giornata.

Le deviazioni e i percorsi alternativi sono stati segnalati da cartelli e movieri sul posto, ma per entrare e uscire dalla città le strade ad alto scorrimento suggerite (viale Magenta, via Gorizia a sud e via Kennedy a nord) si sono ben presto intasate, con un “imbuto” particolarmente ostico da attraversare all’altezza della tangenziale che ruota intorno a viale Martiri di piazza Tien-An-Men.

Ai tre giorni “neri” per la viabilità si sono aggiunti i soliti disguidi legati alla mole di mezzi che insistono su quella strada che fu all’avanguardia ai tempi del proconsole Marco Emilio Lepido, poco più di una carraia inadeguata negli anni Duemila.

Ad esempio a mezzogiorno un banale tamponamento tra due auto al semaforo di Gaida (rilievi a cura della polizia municipale) ha provocato una lunga fila prima del semaforo all’incrocio della frazione a causa dell’ingombro dei mezzi sulla carreggiata. Utilitarie, autobus e numerosi mezzi pesanti sono rimasti in coda una ventina di minuti, con diversi automobilisti spazientiti che hanno pensato bene di invertire la marcia e tornare indietro per tentare strade secondarie (forse) più rapide.

Un film già visto che si ripete ogni qualvolta si verifica un incidente stradale sulla via Emilia oppure in A1, come quello accaduto il 18 marzo scorso costato la vita a Sophia Bolsi, trentenne modellista di Max Mara schiacciata da un camionista 55enne che ha ammesso di essersi addormentato al volante; senza arrivare ad esiti mortali, è sufficiente un tamponamento a catena in autostrada per provocare un deflusso di massa dei veicoli dall’autostrada del Sole sulla via Emilia, paralizzando in automatico la strada più utilizzata dell’intera provincia.

Tornando al percorso odissea di ieri il primo ostacolo per chi veniva da Sant’Ilario e si muoveva in direzione del centro città si è incontrato a Pieve Modolena, dove gli automobilisti si sono imbattuti nella prima transenna di chiusura sulla via Emilia nel segmento di via Fratelli Cervi. In quel punto, infatti, gli operai hanno asfaltato il tratto compreso tra via Galilei (esclusa) e la linea ferroviaria Reggio-Ciano (passaggio a livello): i più si sono riversati verso il centro commerciale Meridiana imboccando le traverse.

Altro stop in via Emilia all’Angelo nel tratto compreso tra la linea ferroviaria Reggio-Ciano (passaggio a livello) e all’incrocio con via Dalmazia-via Vincenzo Ferrari (escluse). Secondo le indicazioni fornite per tempo dall’amministrazione comunale, in questi segmenti il transito è consentito soltanto ai residenti delle vie Saffi, Sella e Ricasoli, laterali alla via Emilia all’Angelo.

Tutti gli altri conducenti armati di santa pazienza hanno quindi dovuto destreggiarsi con percorsi tortuosi ed improvvisati, in uno slalom tanto avventuroso quanto flemmatico. —

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