Dosi nella mascherina o nei garage Gli spacciatori si fanno più scaltri

reggio emilia. Nel garage adibito a sala giochi nascondeva nove grammi di marijuana suddivise in dosi e del materiale per il confezionamento, più un’altra dose custodita in camera da letto. Ma la denuncia per spaccio di un 20enne impiegato reggiano, scoperto pochi giorni fa dai carabinieri, è solo l’ultima di una lunga serie di operazioni contro la vendita e il consumo di droga condotte dall’inizio dello scorso anno dall’Arma di Reggio Emilia.

Operazioni che dimostrano in modo chiaro un fenomeno preoccupante: la pandemia ha aumentato in modo esponenziale la richiesta (e la vendita) di sostanze stupefacenti anche nel Reggiano. Uno spaccio che, al tempo del Covid e delle restrizioni anti-contagio, si fa sempre più scaltro. Solo lo scorso 9 marzo, ad esempio, i carabinieri hanno arrestato un giovane che nascondeva una decina di dosi di cocaina in un sacchetto ricavato all’interno della mascherina.


Un elemento di conferma documentato dalle indagini dell’Arma condotte nel 2020, invece, è l’allestimento di capannoni in disuso nelle aree isolate delle campagne reggiane come vere e proprie piantagioni di marijuana.

Così come sempre più frequente diventa la compravendita di droghe attraverso delle spedizioni postali o l’acquisto di sostanze sintetiche in internet attraverso il “deep web”: la parte nascosta di internet alla quale si può accedere solo tramite dei portali specifici e utilizzata per lo smercio di qualunque tipo di bene o prestazione illegale, dalla droga alla pedopornografia.

Ma per meglio comprendere quanto rilevante sia stato lo scorso anno l’incremento dello spaccio basta guardare i dati dell’Arma. Nel 2020 l’attività antidroga dei carabinieri ha permesso di scoprire 198 reati in tema di stupefacenti contro i 158 del 2019 (+22 per cento), arrestare 88 persone contro le 57 del 2019 (+54 per cento) e denunciarne 112 contro le 129 del 2019 (-13 per cento). Impressionante anche l’incremento degli assuntori segnalati alla prefettura: 318 contro i 164 del 2019, il 94 per cento in più. Parallelamente i dati dell’Arma evidenziano anche un incremento nella droga sequestrata nel 2020: 111 chili di hascisc contro i 9 del 2019, 270 chili di marijuana contro i 3,5 dell’anno precedente, 4,5 chili di cocaina contro il chilo e mezzo del 2019 e un chilo di eroina contro i 400 grammi del 2019.

Diverse infine le operazioni di rilevanza nazionale condotte dai carabinieri reggiani nel 2020. Fra queste l’inchiesta “Fast car” dell’11 giugno, quando i militari dell’Arma di Castelnovo Monti arrestarono e indagarono una ventina di persone appartenenti a un’organizzazione che importava la droga direttamente da Scampia, riuscendo a guadagnare oltre 10mila euro al giorno.

Il 18 ottobre invece i carabinieri di Quattro Castella, in un bosco nei pressi del Belvedere di Bergonzano, trovarono e sequestrarono un trolley contenente ben 23 panetti di hascisc dal valore di 150mila euro.

Infine, il 23 novembre, i militari dell’Arma di Poviglio scoprirono e sequestrarono un cascinale adibito a vera e propria fabbrica di marijuana, suddivisa in reparti produttivi (coltivazione, irradiazione ed essiccazione). All’interno oltre 500 piante e un impianto alimentato grazie alla fornitura di energia elettrica ottenuta attraverso un allaccio abusivo. —

L. G.

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