«Così con il karate ho aiutato Andrea a rialzarsi in piedi dopo l’incidente»

Il maestro Giorgio Barchesi con Andrea

Reggiolo, la chiave di volta le sedute con il maestro Giorgio Barchiesi per il 19enne che è entrato in coma finendo in carrozzina

REGGIOLO. Andrea abita a Novi di Modena e ha 19 anni, lavora, ha la fidanzata, gioca a basket. Un giorno esce di casa alle 8 del mattino e viene travolto mentre è in sella al suo scooter. Sei mesi di coma, un anno e mezzo di fisioterapia a Montecatone.Quando torna a casa è su una sedia a rotelle. Andrea viene preso per mano dal maestro Giorgio Barchiesi di “Diversamente Karate”, che a Villanova di Reggiolo organizza corsi per disabili: ha 36 anni d’esperienza, si è formato all’Accademia nazionale di karate e arti marziali Makoto. Giorgio aiuta Andrea a riconquistare la bellezza di quei piccoli grandi gesti che non sono affatto scontati.

LA TESTIMONIANZA. «Quando l’ho conosciuto, Andrea avevo lo sguardo inchiodato – ricorda Giorgio – Uno sguardo che non aveva nessun risveglio. Dopo 20 minuti, Andrea ha chiamato suo padre per andare via. Io sono riuscito a riagganciarlo in seguito, invitandolo a una premiazione di torte e, tra un paio di bicchieri di vino; lui ha capito che forse potevo aiutarlo a tagliare dei traguardi importanti. Io, di lui, avevo compreso che poteva migliorare molto».


«Le carte – confida – dicevano che non poteva più mettersi in posizione eretta. Siamo partiti facendo esercizi in palestra, con elementi di respiro, ad esempio, ma ci voleva molto di più. Andrea è stato letteralmente preso dalla carrozzina e sulla spalliera abbiamo iniziato spostamenti interminabili finché, centimetro dopo centimetro, tra esercizi di respiro e spostamenti laterali, ci siamo guadagnati ogni movimento. Per lui è stata una grande conquista con l’aiuto del tripode». Andrea adesso può alzarsi e può camminare, può andare in bagno da solo. «Quello che ha determinato questo risultato è stata la grande voglia di ascoltare. Non l’ho mai sentito lamentarsi – racconta – anzi più di una volta mi ha chiamato al mattino. Più di una volta mi ha mandato messaggi incredibili per dirmi che era contento di vedermi e di conquistare quei risultati».

IL PROGETTO. «Diversamente Karate nasce nel 2008. Quando si iniziano a pensare gli stage per diversamente abili. Nella stessa palestra per sei anni ho seguito il festival internazionale delle abilità differenti cercando di lavorare sulle loro potenzialità. Ci sono tantissimi “Andrea” in giro e noi non ci arrendiamo – rimarca il maestro – Non ho mai perso un attimo questa voglia, questa necessità di creare miglioramento nelle persone più sfortunate. Sono sfide da vincere. È fondamentale l’approccio: ogni progressione è determinata dal lavoro che si svolge contemporaneamente sul piano fisico e mentale. Cerchiamo di aiutare ma sempre con il sorriso».

Barchiesi lavora per supportare l’attività motoria delle persone affinché ne possano trarre beneficio per il corpo e per la mente: aiuta chi soffre di fibromialgia, allena i malati di Alzheimer. «Oggi, di solito, si propone uno sport ad alto livello o agonistico con troppa panchina per tanti ragazzi: non è un caso che il nostro motto sia “Con noi nessuno in panchina” – continua – Noi cerchiamo di afferrare quei traguardi che possano dare i luccichini negli occhi quando vengono raggiunti. E non si deve pensare che la propria condizione sia immutabile. Ognuno può fare qualcosa». Barchiesi collabora col centro del volontariato, lavorando sulle basi del karate ma sviluppando la capacità motoria. La sua attività si divide tra Carpi e Villanova.