Delitto di Faenza, Barbieri aveva già provato a uccidere Ilenia

La vittima Ilenia Fabbri

Nel secondo interrogatorio il sicario reggiano rivela nuovi dettagli dell’omicidio: secondo il piano avrebbe dovuto sfregiarla con l'acido e poi chiuderla in una valigia. Trovata la buca dove avrebbe dovuto essere sepolta

REGGIO EMILIA. Aveva tentato di ucciderla già prima di quel maledetto 6 febbraio. E nel progetto omicida iniziale, l’avrebbe chiusa in un trolley, sfigurandola con l’acido, fino a farla sparire, seppellendola chiusa nella valigia in una buca che era già stata scavata. Sono dettagli terribili quelli riferiti nel corso dell’interrogatorio di mercoledì scorso da Pierluigi Barbieri, il 53enne reggiano che ha confessato di avere ucciso a Faenza il 6 febbraio scorso la 46enne, Ilenia Fabbri, su incarico del 54enne Claudio Nanni, ex marito della vittima.

Il sicario reggiano ha infatti confessato agli inquirenti che, prima dell’omicidio, altri due tentativi di ammazzare la donna erano già andati a vuoto.


Dettagli per i quali Barbieri ha fornito anche riscontri, consentendo agli agenti della Mobile, coordinati dal sostituto procuratore Angela Scorza, di individuare nuovi elementi probatori anche a carico dell’ex marito della vittima. Un racconto supportato anche dalla ricostruzione degli spostamenti del killer reggiano nel corso delle indagini, nell’ambito dell’inchiesta che ha portato poi al suo arresto.

Secondo la confessione di Barbieri, un primo tentativo di uccidere Ilenia c’era già stato fra settembre e ottobre scorsi. Il piano era sempre lo stesso: introdursi nella casa di via Corbara e portare a compimento l’assassinio. In questo primo tentativo, il piano però era fallito perché Barbieri – pur riuscendo a entrare in casa attraverso le chiavi del portoncino del garage fornite dall’ex marito di Ilenia – era fuggito, disorientato dalla descrizione dell’appartamento.

Nel suo racconto, il sicario ha indicato agli inquirenti anche i luoghi in cui verificare quanto detto. Non solo la località faentina in cui era già stata scavata la buca. E, nei giorni scorsi, gli investigatori si sono recati così nell’autofficina gestita da Nanni, dove hanno trovato e sequestrato una valigia, alcune piccole taniche di acido da idraulico e una vanga.

Un secondo tentativo successivo, invece, sarebbe andato a vuoto perché Nanni non si è presentato in orario all’appuntamento. E Barbieri così decise di andare via. Fra le confessioni del sicario, anche un’ulteriore indicazione che avrebbe già trovato riscontri da parte degli investigatori. Prima di sgozzare Ilenia con il coltello da cucina, infatti, Barbieri ha raccontato di avere provato a soffocarla con il manico di un martello da carpentiere, che il sicario reggiano si era portato direttamente da casa la mattina del 6 febbraio, quando alle 3.30 era partito da Bagno alla volta di Faenza per portare a compimento il terribile omicidio.

[[ge:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.40060221:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://gazzettadireggio.gelocal.it/reggio/cronaca/2021/03/22/news/mario-landucci-stroncato-da-un-infarto-1.40060221]]

Un dettaglio sul quale sarebbero già stati trovati riscontri sul corpo della 46enne vittima, dove gli esami hanno accertato la presenza di segni riconducibili alla colluttazione, compatibili alla confessione.

L’assassino ha indicato anche il luogo in cui ha gettato lo strumento, lungo l’autostrada, nelle vicinanze di una piazzola fra Faenza e Imola, quando dopo l’omicidio stava rientrando a Reggio. L’attrezzo è stato ritrovato dalle forze dell’ordine nel punto esatto indicato da Barbieri: un campo che costeggia la A1.

L'ex marito Claudio Nanni


Secondo la versione confermata sin dal primo interrogatorio, il sicario avrebbe agito dietro un compenso di 20 mila euro e la promessa di un’auto. Per gli inquirenti, il movente dell’omicidio sarebbe da ricercare nel fatto che con l’uccisione di Ilenia, l’ex marito Nanni avrebbe posto la parola fine alla causa civile da 500mila euro che la vittima aveva avviato nei suoi confronti. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA