Un progetto di sostegno per i giovani senza famiglia

Lo hanno organizzato  l’associazione Agevolando assieme ai Servizi sociali Giangrandi: «Una rete  di relazione per i care leavers»

sant’ilario. «Non tutti i giovani che si affacciano alla maggiore età hanno una famiglia che li accompagna verso la propria autonomia. A maggiore ragione questo è sentito da giovani che hanno vissuto parte della propria infanzia e adolescenza in affido familiare, in casa-famiglia o comunità per minorenni. Condizione che devono lasciare allo scadere della tutela legata al loro status di minorenni». Così spiega l’assessore alle Politiche sociali, Anna Giangrandi, nel presentare il progetto realizzato nel Comune di Sant’Ilario d’Enza con l’associazione Agevolando.

Agevolando è la prima organizzazione creata da giovani che hanno trascorso parte della loro infanzia e adolescenza fuori famiglia: insieme realizzano progetti ed eventi per fare conoscere le loro esperienze in luoghi diversi dell’Italia. I giovani sono sostenuti da professionisti e da volontari che li accompagnano nel viaggio verso l’ autonomia.


«Il Servizio sociale territoriale – spiega Giangrandi – si sta attrezzando per sostenere i care-leavers, creando reti di relazioni con e fra più realtà già presenti nel territorio. Con Agevolando siamo partiti nel 2019 con l'idea di fare conoscere questa associazione e aiutare, indirettamente, ragazze e ragazzi che nel nostro territorio si trovano nella stessa condizione».

Il progetto di Agevolando, promosso dal Servizio sociale con un gruppo di volontari assieme alle scuole superiori dell’istituto “D’Arzo”, del liceo “San Gregorio” e all’oratorio Don Bosco è iniziato nel novembre 2019, assieme a 3 giovani di Agevolando (Jerreh, Adina e Aziz, accompagnati dall’educatrice Silvia) che hanno lavorato assieme agli 80 studenti negli spazi d’incontro dell’oratorio Don Bosco.

In particolare, gli studenti erano molto interessati ad ascoltare le storie di vita dei giovani protagonisti di Agevolando e ad approfondire le tematiche dell’accoglienza rispetto alle diversità in base al proprio percorso di studi: chi ha scritto un tema, chi ha elaborato una locandina per la cena di beneficenza, annullata poi a causa del Covid.

Alcune espressioni uscite dai lavori di gruppo degli studenti con i giovani di Agevolando rendono un po’ partecipi di ciò che il percorso ha fatto vivere loro. Ad esempio, nel gruppo di lavoro “10 cose che ho imparato oggi” sono emerse queste espressioni: «La vita non è uguale per tutti e la forza viene dal cuore»; «La famiglia non è quella che ti fa nascere ma quella che ti fa crescere»; «Il destino non è segnato e lo si può cambiare»; «Nelle difficoltà ho imparato a chiedere aiuto e a rialzarmi»; «Certe situazioni fanno vivere solitudine e tristezza per i pregiudizi ma non ascoltarli e vivi la vita a modo tuo, anche con i tuoi sogni»; «Anche se ti trovi in situazioni difficili puoi sempre pensare agli altri; donare ciò che ricevi significa essere coraggiosi e grati». —

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