Terremoto del 2012, quattro paesi reggiani fuori dal "cratere". Stop alla fase emergenziale

GUASTALLA. Si dimezza ancora il «cratere», ovvero l’area colpita dal sisma del 2012, dalla quale escono altri 15 Comuni, che rientrano così nella normalità. A dicembre 2017 si passò da 60 comuni a 30. Oggi si dimezzano ulteriormente, e si concentrano gli sforzi laddove c’è ancora più bisogno. La ricostruzione in metà dei Comuni ancora coinvolti è ora giunta a un punto tale da essere compatibile con le attività ordinarie delle amministrazioni locali. I Comuni che escono dal cratere sono 6 in provincia di Modena (Bastiglia, Bomporto, Camposanto, Ravarino, San Prospero e Soliera); 4 in provincia di Reggio Emilia (Fabbrico, Guastalla, Luzzara, Rolo); 3 in provincia di Bologna (Galliera, Pieve di Cento, San Giovanni in Persiceto) e 2 in provincia di Ferrara (Poggio Renatico, Vigarano Mainarda). Quelli che restano sono uno nel bolognese (Crevalcore), uno nel reggiano (Reggiolo), quattro nel ferrarese (Cento, Bondeno, Ferrara e Terre del Reno) e 9 nel modenese (Carpi, Cavezzo, Concordia sulla Secchia, Finale Emilia, Medolla, Mirandola, Novi di Modena, San Felice sul Panaro e San Possidonio).

A stabilirlo è stata un’ordinanza firmata dal presidente della Regione Emilia-Romagna e commissario delegato per la ricostruzione, Stefano Bonaccini. Il provvedimento arriva dopo un confronto con gli enti locali e un’analisi di tutti gli ambiti di intervento (ricostruzione pubblica e privata, assistenza alla popolazione e misure per i centri storici), che ha fatto emergere il risultato delle attività svolte finora e le residue necessità ancora da soddisfare. «Avevamo preso questo impegno coi sindaci nel maggio scorso, in occasione dell’ottavo anniversario delle terribili scosse del 2012 che sconvolsero il nostro territorio e distrussero edifici pubblici e privati per un ammontare di circa 14 miliardi. Oggi – ha spiegato Bonaccini – quasi il 90% della ricostruzione è realizzata: pressoché completata quella privata di case e fabbriche, uffici e negozi, certamente più lenta quella del patrimonio storico e monumentale che pure procede. La metà dei Comuni è nella condizione di rientrare nella piena normalità, anche se troveranno il nostro sostegno fino al pieno completamento delle attività». Ai Comuni che non sono ricompresi nel cratere, infatti, sarà garantito il supporto necessario per il completamento delle attività e degli interventi in corso fino al definitivo rientro alla gestione ordinaria. «Questo ulteriore dimezzamento del cratere, significa – ha aggiunto Bonaccini – da un lato poter meglio concentrare le risorse sulla ricostruzione pubblica, dall’altro dimostrare nei fatti che anche nella pandemia questo lavoro non si ferma. In un Paese abituato a trascinare per decenni i problemi, la ricostruzione in Emilia entra a tutti gli effetti nella fase finale. È anche grazie a questo lavoro e a questa credibilità che le risposte dai diversi governi non sono mancate rispetto ai problemi che abbiamo posto». —


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