«Ora non è più consentita alcuna sottovalutazione»

La commissione Legalità di Brescello e così dopo l’analisi della sentenza Grimilde. Sull’uscita di Agende Rosse: «Una scelta che sollecita a un cambio di passo»

BRESCELLO. Presa di coscienza delle motivazioni della sentenza sul processo Grimilde, nessuna sottovalutazione e consapevolezza che la morsa della ‘ndrangheta sul territorio non si è attenuata. Questo il quadro uscito dalla seduta della commissione Legalità del Comune di Brescello che si è svolta giovedì e che ha trattato in particolare i dettagli delle motivazioni del processo, sui quali sono nate diverse polemiche negli ultimi giorni. Proprio per fare chiarezza su questo tema, la commissione ha diffuso una nota concordata tra tutti i soggetti che la compongono.

«La commissione – recita la nota – è un organismo nato dalla volontà congiunta dell’amministrazione comunale e degli enti e associazioni coinvolti per costruire una diffusa cultura della legalità nella comunità di Brescello e su tutto il territorio reggiano. Abbiamo fatto nostre le motivazioni della sentenza sul processo Grimilde, prendendone coscienza insieme all’opinione pubblica. Non è più consentita alcuna sottovalutazione perché essa rende ancora più urgente l’opera di conoscenza e sensibilizzazione della cittadinanza da parte della commissione, e impone un decisivo intervento delle istituzioni ad ogni livello. La presa della ‘ndrangheta sul territorio non si è attenuata: ha assunto nuove forme, e continua a sfidare il tessuto democratico, economico, sociale a Brescello come altrove».


«Il primo impegno – prosegue la commissione – ora è quello di approfondire i contenuti e le implicazioni degli atti giudiziari e di agire sul piano civile e sociale con tempestività e determinazione. Contestualmente, l’azione culturale e istituzionale contro la criminalità organizzata delle istituzioni e delle associazioni deve intensificarsi, e andare incontro al diffuso bisogno di legalità e impegno civile che viene dalla cittadinanza, a Brescello e in tutta la provincia di Reggio Emilia. La commissione sta lavorando per promuovere iniziative e progetti, ha approfondito tematiche complesse e affiancato l’amministrazione comunale nel presidio della legalità. Della commissione è parte integrante anche l’istituto comprensivo che, nel pieno rispetto del suo mandato istituzionale, promuove la cultura della legalità nella pratica quotidiana e con progetti specifici. Ma occorre non fermarsi; e non è soltanto una sentenza a suggerirlo, ma la stessa congiuntura economica e sociale a imporre una vigilanza sui rischi di nuova infiltrazione delle mafie e una azione ancora più decisa».

«In questi stessi giorni – conclude la nota – l’associazione Agende Rosse ha deciso di non fare più parte di questa commissione. Non è nostro compito esprimere giudizi sulle ragioni di questa scelta, né sulle dichiarazioni da più parti affidate alla stampa locale. Quel che è certo che tale scelta ha evidenziato problematiche non eludibili, che sollecitano le istituzioni, locali e non, i componenti della commissione e la comunità di Brescello ad un cambio di passo. L’obiettivo è quello di rimanere al fianco della cittadinanza e sul territorio, per affrontare a viso aperto la sfida della penetrazione mafiosa ovunque e comunque si manifesti». —

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