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Sophia Bolsi amava la moda, aveva coronato il suo sogno a Max Mara 

Solare e talentuosa, lottava per i suoi sogni. E' morta ieri mattina sull'A1, mentre andava a lavorare, schiacciata tra due camion

REGGIO EMILIA. «E quando un sogno ti capiterà tra le mani, sii abbastanza folle da trasformare la paura in entusiasmo e abbastanza coraggioso da trasformare l’impossibile in realtà».

Sono parole che Sophia Bolsi, la trentenne che ieri mattina ha perso la vita in autostrada, schiacciata tra due camion, conosceva bene. Le aveva imparate sulla sua pelle, decidendo di lasciare il lavoro di commessa a cui si era dedicata per diversi anni per inseguire il suo sogno, quello di diventare stilista.


Parole che poi aveva scritto poco tempo fa sui suoi profili social pubblicando una fotografia che la ritraeva mentre confezionava un abito. Come a dire che: sì, l’aveva fatto, era riuscita a trasformare la paura in entusiasmo, l’impossibile in realtà.

E ci era riuscita benissimo. Dopo essersi licenziata si era iscritta a un corso per modelliste a Bologna e subito dopo la laurea aveva trovato lavoro nel gruppo Max Mara.

Un sogno, appunto. Che, per di più, non l’aveva neanche messa nelle condizioni di lasciare le persone a cui era più affezionata: i suoi familiari, i suoi amici. Sophia, che era nata a Montecchio il 12 dicembre del 1990, aveva infatti potuto lavorare per una delle maison più famose al mondo continuando a vivere a Parma, dove risiedono anche i suoi genitori.

Amava il mare, e i viaggi. L’ultimo era iniziato pochi anni fa, quando aveva deciso di lasciare la casa dei suoi e andare a vivere insieme al suo ragazzo e ai suoi adorati gatti. Basta scorrere le foto che postava con regolarità sui social per capire quanto fosse entusiasta di ciò che aveva realizzato, e desiderosa di scoprire cosa il futuro avesse in serbo per in lei. «Se vuoi puoi – aveva scritto su Instagram per descriversi – niente è impossibile».

Per circa un anno ha realizzato modelli per Marina Rinaldi, poi, due settimane fa, il suo impegno e il suo talento sono stati premiati con il trasferimento nello staff della linea Max Mara.

Due settimane che comunque le sono bastate per farsi apprezzare e giudicare talentuosa anche nella sede centrale del gruppo.

La notizia della sua morte, che nella tarda mattinata di ieri ha raggiunto le due aziende, ha generato dolore e sconforto in tutte le persone che l’hanno conosciuta e hanno lavorato con lei. Sempre sorridente, appassionata e molto preparata, brava e competente, lascia un vuoto difficile da colmare.

E da spiegare. Soprattutto per la mamma, il papà e la sorella, che si è trasferita da tempo in Germania per inseguire il suo di sogno: vivere di musica, fare la cantante.

Quando gli agenti della polizia stradale, che si è occupata di rilevare l’incidente, si sono recati nell’abitazione della famiglia per informarla di quanto era accaduto, la mamma e il papà di Sophia sono stati colti da malore e sono stati accompagnati in ospedale. —


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