Famiglia organizza una truffa per il reddito di cittadinanza

Padre, madre e due figli vanno alle Poste per riscuotere con documenti falsi M5S: «I truffatori sono un insulto ai reali percettori. Le somme vanno restituite»

SANT’ILARIO. Un’intera famiglia è finita nei guai per avere esibito false attestazioni per ottenere il reddito di cittadinanza. La truffa è stata scoperta dai carabinieri di Sant’Ilario d’Enza grazie all’intuito di una dipendente dell’ufficio postale.

I carabinieri hanno denunciato padre, madre e i due figli: una ragazza di 22 anni e un ragazzo di 20, tutti di origini romene. I quattro percepivano il reddito di cittadinanza senza, in realtà, averne titolo.


Tutto è iniziato lo scorso febbraio quando il direttore di un ufficio postale della zona si è rivolto ai carabinieri della stazione locale denunciando che quattro cittadini stranieri si erano rivolti alle Poste chiedendo di riscuotere il reddito di cittadinanza ed esibendo documenti verosimilmente non veri.

L’attività investigativa avviata dagli uomini dell’Arma, in effetti, ha consentito di dimostrare come i quattro stranieri, due coniugi di 51 anni lui e 41 lei, assieme alla figlia 22enne e al figlio 20enne, esibendo documentazione falsa all’Inps di Milano avevano ottenuto appunto il reddito di cittadinanza.

In particolare, i quattro cittadini stranieri avevano dichiarato di essere residenti nel comune di Milano e di avere dimorato sul territorio nazionale per almeno dieci anni, cosa che – secondo i carabinieri – è risultata essere del tutto falsa. Secondo i militari, i loro ingressi sul territorio nazionale erano finalizzati esclusivamente a ritirare il denaro previsto dal diritto falsamente acquisito.

Circa 6.000 euro l’importo complessivo sottratto alla tesoreria dello Stato e ottenuto anche grazie all’esibizione di codici fiscali falsi. Una volta conclusi gli accertamenti, lunedì i carabinieri di Sant’Ilario hanno provveduto a segnalare l’intera vicenda alla locale Procura di Reggio Emilia: l’intera famiglia dovrà rispondere del reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

Contestualmente, sono stati allertati gli uffici competenti per l’immediata sospensione dell’erogazione illecita.

Le reazioni

«Questi truffatori sono un insulto ai reali percettori del reddito di cittadinanza», intervengono appena diffusa la notizia Maria Edera Spadoni, Davide Zanichelli e Maria Laura Mantovani, parlamentari del Movimento 5 Stelle. Come è noto, il reddito di cittadinanza nasce proprio come provvedimento fortemente voluto dal M5S e strenuamente difeso anche alla vigilia del nuovo governo Draghi. E per dimostrarne il valore, gli esponenti del Movimento 5 Stelle sottolineano le ricadute avute sulla nostra provincia: «Sul territorio reggiano, tra reddito di cittadinanza e pensione di cittadinanza, a gennaio 2021 i percettori reali sono 9.862; per alcune persone questo è scaduto, ma si prospetta in parte un rinnovo – ricordano i parlamentari pentastellati –. Le famiglie in totale sono 4.129, con una media contributo di 506 euro e 477 euro per la pensione di cittadinanza, si aggiunge inoltre un contributo integrativo sulla stessa pensione di 228 euro. Quindi, la media totale dei due provvedimenti è di 472 euro a testa».

A maggior ragione di fronte a questi numeri, che dimostrano l’ampiezza del bacino di utenza di chi può ambire, per reali difficoltà, a questo genere di aiuto, a discapito dei quali si consumano truffe di questo genere, i parlamentari pentastellati concludono con un ringraziamento.

«Ringraziamo le forze dell’ordine per il prezioso lavoro svolto che ha portato alla scoperta della vicenda. Sono stati inoltre allertati gli uffici competenti per la sospensione immediata dell’erogazione illecita».

«Vorremmo inoltre ricordare che le somme vanno subito restituite e, tra l’altro, nella legge sul reddito di cittadinanza è prevista appunto l’aggravante come reato specifico per chi lo percepisce illegalmente», concludono Maria Edera Spadoni, Davide Zanichelli e Maria Laura Mantovani. —

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