Compra l’Hotel San Marco e sfida il Covid «Stazione e turismo strategici per Reggio»

L’imprenditore Alessandro Tondelli ha rilevato muri, attività e dipendenti: «Pronti a rilanciare anche altre attività in zona»

Enrico Lorenzo Tidona

REGGIO EMILIA. «Qui c’è tutto: la stazione con gli arrivi, la vicinanza al centro storico, un ottimo hotel ora in via di ristrutturazione, anche dal punto di vista tecnologico. C’è addirittura la possibilità di parcheggiare nell’interrato, cosa rara a Reggio Emilia. I clienti ci sarebbero già, basta solo terminare i lavori e ripartire». Alessandro Tondelli stempera le polemiche sulla stazione con un moto d’orgoglio e un investimento milionario che ha riversato su piazzale Marconi, segno della sua fede nel rilancio della zona nota per il degrado e i problemi di convivenza. Proprio lì Tondelli ha comprato lo storico Hotel San Marco, che sta ristrutturando, come testimoniano le gru apparse sul retro. Un investimento in controtendenza messo a segno l’estate scorsa, in piena crisi Covid e proprio mentre il settore dell’accoglienza stava vivendo la sua peggior crisi. Un passaggio di consegne dopo la lunga gestione di Erminia Ferrari e della sua famiglia, già presidente del comitato di zona e che per anni ha combattuto a suon di iniziative contro l’incuria e per il rilancio della porta d’accesso della città. Ora il testimone è passato a Tondelli, 56 anni, imprenditore poliedrico titolare della Tgi srl, ramo creato con la moglie per curare interessi immobiliari e legato ora agli hotel, attività affiancata alla Reggio Revisioni, la sua azienda più nota. «Io vedo abbastanza positivo per il futuro - spiega l’imprenditore che ha già l’Hotel Regio e il Nova Hotel di Sesso - Per me il settore dell’accoglienza è diventato strategico e credo lo sia anche l’Hotel San Marco». Oltre al prezzo d’acquisto Tondelli ha messo sul piatto subito mezzo milione per la ristrutturazione. «Replicheremo il modello del Nova Hotel di Sesso - anticipa - Quindi pernottamento e prima colazione in un ambiente in stile contemporaneo».


L’investimento è stato finalizzato nel luglio del 2020 dopo una trattativa che ha passato l’esame del Covid. «Credo che proprio in questi frangenti non manchino le occasioni, soprattutto negli hotel di media grandezza, che devono compiere un passaggio generazionale ma che sono fuori dai radar dei grandi gruppi - spiega Tondelli - Il Nova Hotel ad esempio lo abbiamo riavviato nel 2017 dopo averlo comprato all’asta nel 2016. Era andata deserta, nessuno ci credeva. Invece io credo che l’utenza business sia rilevante a Reggio e che tornerà ad esserlo. Anche lì la nostra scommessa è stata vinta. Quando l’abbiamo comprato lo abbiamo poi riportato al passo segnando il tutto esaurito. Anche ora a Sesso siamo aperti e clienti ce ne sono. Certo meno: non possiamo pensare al fatturato del 2019, visto che nel 2020 il calo è stato del 35%».

Una valutazione che Tondelli ha fatto anche per l’hotel San Marco: «Lì abbiamo acquistato anche i muri tramite un’operazione con Credemleasing, acquistando anche l’azienda con tutti i dipendenti, cioè sei persone. Una parte sono in cassa integrazione, ma tutti verranno formati per poi ripartire nella nostra realtà che è ormai un gruppo. Abbiamo infatti acquistato all’asta a novembre anche l’hotel Ligabue di Gualtieri, un boutique hotel con 28 camere e un ristorante con 110 posti. Insomma, non ci fermiamo». Ora l’attenzione è tutta per il San Marco, attorno al quale non mancano però i problemi di decoro e di convivenza. «Molta gente giustamente che vive lì da anni si lamenta - dice Tondelli - io sono nuovo e ho molta voglia di partire. Ho incontrato anche i condomini, ascoltato i loro problemi, parlato con i commercianti e abbiamo già fatto un incontro comune con l’amministrazione per proporre diverse migliorie. Ma il nostro investimento potrebbe non fermarsi all’hotel. C’è un grande ristorante e ci sono dei negozi lì vicino che ci interessano per l’acquisizione e per aprire nuove attività, come un forno. È una zona tra le più densamente popolate: basta solo ripartire col piede giusto. Io credo che ogni città abbia bisogno del suo hotel della stazione. Io aprirei già a maggio ma aspettiamo di avere novità sulle restrizioni». —

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