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La nonna sta male e si accascia: «Mia nipote di 5 anni mi ha salvata»

La donna uscita dalla doccia è stata colpita da un icuts. Martina è riuscita a chiamare la cugina con Whatsapp

CORREGGIO. A soli 5 anni salva l’adorata nonna, colpita da un ictus, grazie alla sua prontezza di riflessi e al suo istinto che permette di scrivere il lieto fine a una storia iniziata in modo drammatico.

Come ogni lunedì sera, Martina, va a dormire da nonna Maria Grazia che la aspetta felicissima. Ma l’indomani, il martedì mattina, succede qualcosa di tremendo e inaspettato. Dopo aver fatto la doccia, Maria Grazia si accascia a terra e non riesce più a parlare. «Nonna, nonna, rispondimi» urla. La nipotina si accorge che è successo qualcosa di grave e cerca a tutti i costi di fare qualcosa per venirle in aiuto. In una manciata di secondi si avvicina al cellulare e scorre i contatti su Whatsapp. Martina non sa ancora leggere e scrivere, ma riconosce all’istante la foto del contatto di Giulia, un’altra nipote di Maria Grazia. La chiama e si mette così in moto la catena di soccorsi che permette di portare la nonna in ospedale a Reggio, dove subisce un intervento che le consentirà, un paio di settimane più tardi, di ritornare a casa, a Fosdondo.


«Martina è una bimba molto matura, sensibile ed estroversa – racconta Maria Grazia Ragazzi, 70 anni, molto nota per il macello Zerbini & Ragazzi snc – Lei mi ha salvata. Non oso nemmeno immaginare che cosa sarebbe potuto succedere senza la sua reazione, pronta e decisa».

«Come ogni lunedì e giovedì sera lei è venuta da me. Quella volta era lunedì e, fatto un passo fuori dalla doccia, io mi sono trovata per terra – spiega – Lei piangeva nel vedermi così e mi chiedeva: “Nonna, nonna, cosa devo fare?”. Io non riuscivo a parlare in quel momento. Poi, Martina, che è ancora molto piccola e non sa ancora leggere e scrivere, ha usato il telefono: ha riconosciuto tramite Whatsapp mia nipote Giulia che abita al piano di sopra. L’ha chiamata e le ha detto: “La nonna sta male, la nonna sta male”. È arrivato il personale sanitario della Croce Rossa che i ha fatto più domande per capire se avessi manifestato altri sintomi, in modo da tracciare una diagnosi. Inizialmente, erano indecisi se portarmi a Baggiovara o a Reggio. Poi hanno scelto la seconda meta, dove sono stata operata. Ripeto: se non fosse stato per Martina non so cosa sarebbe successo. Lei, anche adesso, si preoccupa per la mia salute, ha un forte istinto di protezione nei miei confronti. È la mia principessa».

La ripresa di Maria Grazia è veloce. Coltiva numerosi interessi e tra le sue passioni c’è il tifo calcistico: è una consigliera dello Juventus Official Fan Club Carpi 1967.

Quando gli amici hanno saputo l’accaduto, enorme è stato il sospiro di sollievo nell’apprendere che le sue condizioni migliorano. Particolare stupore, poi, desta il modo in cui è stata salvata Maria Grazia e le grandi capacità di Martina, sorprendenti per una bimba così piccola.

«Ci sono anche degli adulti che si lasciano prendere dal panico – afferma Francesca Zerbini, figlia di Maria Grazia e mamma della bambina di 5 anni – Lei no, ha agito rapidamente ed è stata molto reattiva: ha salvato mia mamma. È stata il suo angelo custode. E, per fortuna, mamma un paio di settimane fa ha potuto ritornare a casa, facendosi così avvolgere dall’affetto della sua famiglia». —

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