«La Goldoni è salva, ma non cantiamo vittoria»

I sindacati: «Dolorosa la firma degli esuberi. Keestrack ha una strategia per riavviare in tempi brevi la produzione di trattori»

RIO SALICETO. «Il Tribunale di Modena ha assegnato la vendita della Goldoni a Keestrack, ma non si può ancora cantar vittoria». I sindacati sono compatti nel plauso alla conferma ufficiale, anticipata dalla Gazzetta, che la storica impresa di macchine agricole diventerà di proprietà dell’azienda belga, ma invitano a usare cautela. Dopo l’accordo firmato dalle parti sociali, su 179 lavoratori, 110 vedranno il proprio contratto proseguire nella Goldoni- Keestrack; altri 69 sono risultati in esubero, ma i sindacati hanno lottato per settimane per garantire loro la necessaria assistenza per un possibile ricollocamento. La sottoscrizione dei singoli verbali individuali legati all’accordo quadro sottoscritto il 4 marzo ha provato profondamente, dal punto di vista emotivo, sia i sindacalisti, sia i lavoratori. Se con l’accordo, infatti, è stata garantita la continuità dell’azienda e del marchio, la firma degli esuberi è stata sicuramente dolorosa. E nei prossimi giorni si terrà una nuova tappa importante: l’assemblea dei creditori. «Si è compiuto un ulteriore e decisivo passo verso la continuità aziendale, ma il tribunale pare non avere ancora sciolto le ultime riserve relative alla definitiva autorizzazione – spiegano i sindacalisti Stefania Ferrari, Angelo Dalle Ave e Massimo Valentini di Fiom Cgil e Massimo Occhi di Fim Cisl Emilia Centrale – Oggi è ragionevolmente possibile affermare che la vertenza, sostenuta da oltre 6 mesi di presidio ininterrotto, ha prodotto il suo risultato. L’obiettivo posto fin dal primo giorno, il famoso 4 settembre 2020, sorretto dalla parola d’ordine: “La Goldoni va salvata, punto!”, si può ormai considerare una realtà di fatto. Keestrack dichiara di avere già una chiara strategia per riavviare in tempi brevi la produzione di trattori Goldoni. L’attenzione sarà focalizzata sui principali modelli delle piattaforme specializzati e compatti, trattrici con pianale di carico e motocoltivatori».

«Il piano complessivo del concordato sarà comunque a breve sottoposto all’assemblea dei creditori, che saranno chiamati a esprimere il loro voto, che risulterà decisivo – aggiungono i sindacalisti – A sostegno dell’approvazione dei creditori sono stati definiti tutti gli aspetti fondamentali, dal piano industriale agli accordi sindacali, ed è proprio su questi ultimi che il tribunale non ha sciolto completamente la riserva. I creditori, in gran parte espressione del territorio, hanno una grande responsabilità, le lavoratrici e i lavoratori della Goldoni ne sono consapevoli e, da questo punto di vista, va ricordato che la vertenza è sempre stata condotta anche per il territorio, non solo per l’occupazione legata direttamente all’azienda, e va segnalato che, dal territorio stesso, è giunto, sin dall’inizio, un sostegno decisivo sia da parte delle istituzioni locali che attraverso la solidarietà della cittadinanza a questa importante lotta. Ancora una volta va ricordato inoltre il decisivo e determinante lavoro svolto dalle istituzioni (da quelle locali a quelle regionali e nazionali) e dal tribunale stesso. Ed è al tribunale che ora chiediamo grande attenzione e rispetto per i lavoratori, sia quelli di fronte a un nuovo inizio (perché trasferiti presso la new.co.), che coloro che, solidalmente e consapevolmente, hanno rinunciato al trasferimento verso la new.co. stessa e al rapporto di lavoro per salvare la Goldoni». —


Serena Arbizzi

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