Delitto di Faenza, parla la figlia di Ilenia Fabbri: «Mio babbo non voleva ammazzare la mamma, il problema è Barbieri»

Arianna crede alla versione del padre Claudio, accusato di essere il mandante: «Io so che non la voleva ammazzare, mi ha scritto di volermi tanto bene»

REGGIO EMILIA. «Il problema è Barbieri Pierluigi». Intervistata dalla trasmissione “Mattino Cinque”, la figlia di Ilenia Fabbri e Claudio Nanni, Arianna, inquadra così il delitto della madre, uccisa a Faenza il 6 febbraio, anche alla luce della missiva ricevuta dal padre in cui lui dice di non aver voluto uccidere l’ex moglie ma solo spaventarla.

«Mi ha scritto una lettera – spiega la ragazza alla trasmissione di Canale 5 – in cui mi dice che mi vuole tanto bene. Io so che non la voleva ammazzare. Lui me l’ha detto. Ha sbagliato a fare questa cosa per farle paura ma il problema non è babbo. Il problema è Barbieri Pierluigi».


Secondo quanto ricostruito nell’interrogatorio di garanzia di Nanni, l’ex marito aveva incaricato il 53enne reggiano solo di far paura alla ex moglie che gli continuava a chiedere soldi e non gli avrebbe ordinato ucciderla. Una versione differente, invece, è stata quella raccontata da Barbieri, che ha confessato di aver ucciso Ilenia Fabbri e di averlo fatto su commissione proprio dell’ex marito Claudio Nanni, che gli aveva promesso un compenso: 20mila euro e un’automobile.

Le due versioni differenti sono uscite nel giorno della festa della donna, proprio dagli interrogatori di garanzia davanti al Gip di Ravenna Corrado Schieretti, che ha firmato per entrambi l’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

I due uomini sono accusati di delitto aggravato dalla premeditazione e dai motivi abietti (non dare all’ex coniuge i soldi che le spettavano). Barbieri, alias “lo Zingaro”, 53 anni, noto per essere un “picchiatore su commissione” è accusato di essere l’esecutore materiale. Nanni è invece accusato di essere il mandante.



Per gli investigatori, la squadra mobile di Ravenna e i pm Daniele Barberini e Angela Scorza, ma anche per il Gip che lo ha arrestato, era da tempo che il meccanico 54enne perseguitava Ilenia, con minacce di morte dirette e indirette. Tutto questo è proseguito fino alla morte della donna, tragica soluzione delle controversie, ha scritto sempre il Gip.

Quello che è successo nella casa di via Corbara è frutto di un piano. Da un lato, la costruzione dell’alibi: quando Ilenia è morta, intorno alle 6 di mattina, l’ex marito era da poco passato a prendere la figlia, che viveva con la madre, e in auto con lei aveva appena imboccato l’autostrada, in direzione Milano. Dall’altro, l’organizzazione.

Nanni ha fornito a Barbieri, e lo ha ammesso anche nell’interrogatorio, una copia delle chiavi per entrare dal garage. Il killer è entrato da lì e, secondo la ricostruzione dell’accusa, è andato diretto nella camera da letto al primo piano tentando di uccidere Ilenia, strangolandola. La donna si è difesa, lui l’ha inseguita per le scale e, dopo averla colpita più volte, l’ha accoltellata alla gola prendendo un coltello dalla vicina cucina.

I due, mandante e esecutore, non sapevano, probabilmente, e non avevano previsto, che all’interno della casa fosse rimasta a dormire un’amica di Arianna, che ha intravisto l’assassino, si è chiusa in camera e ha telefonato alla figlia della vittima, facendola tornare indietro insieme al padre e scombinando in qualche modo i programmi.