Cgil, Bosco lascia. Il nuovo segretario sarà Cristian Sesena

Tutti d’accordo sul 46enne dirigente della Filcams nazionale. Succederà al genovese giunto dopo la storica rottura interna

REGGIO EMILIA. La Cgil di Reggio Emilia è pronta a voltare nuovamente pagina e per farlo è stato scelto Cristian Sesena, 46 anni, sindacalista reggiano cresciuto nella Filcams di cui nel 2009 è diventato dirigente nazionale. A sancire il suo ritorno a Reggio come segretario provinciale sarà l’assemblea che è stata fissata per venerdì prossimo, quando avverrà l’elezione del vertice della Camera del Lavoro, che rivedrà un reggiano a capo del sindacato più rappresentativo anche a livello politico.

Sesena sarà quindi la nuova guida, scelto dopo le dovute consultazioni per evitare chiaramente sorprese dopo la mancata conferma in assemblea dell’allora segretario Guido Mora, resa dei conti avvenuta all’apice di una spaccatura interna che in questi due anni il sindacato ha cercato di ricucire.


Il non semplice lavoro di riappacificazione è stato tessuto da Ivano Bosco, 63 anni, segretario uscente che fu pescato da Genova come figura terza e che dal 2019 ha rimesso mano alla macchina organizzativa, stemperando gli attriti di politica interna della Cgil, in attesa di passare il testimone per tornare nella sua amata città.

Nelle ultime settimane i cosiddetti centri regolatori del sindacato hanno quindi trovato la quadra. A lavorare sono stati sicuramente Luigi Giove, segretario regionale della Cgil, e il padrone di casa, Maurizio Landini, segretario nazionale della Camera del Lavoro, nato e cresciuto a Reggio, dove continua ad avere voce in capitolo.

I saggi si sono trovati concordi sulla figura di Sesena, che avrebbe sciolto la riserva ponendo come unica condizione l’azzeramento dell’attuale segreteria. Mossa tattica quantomai prevista, per poter crearne una nuova secondo l’indirizzo anche delle categorie, dando una sua impronta al futuro vertice che dovrà proseguire il lavoro senza sbavature dopo le barricate che erano state sollevate negli anni passati.

Certo è che ci sarà ancora discontinuità col passato, essendo Sesena uomo della Filcams, mentre la Camera del Lavoro di Reggio è storicamente a forte impronta Fiom e legata ai suoi capi, Gianni Rinaldini e Maurizio Landini. I dissidi in Cgil erano emersi nel 2016 con l’uscita dalla segreteria della minoranza legata all’allora segretario nazionale Susanna Camusso. Segno tangibile di una divergenza poi ricucita dal segretario Guido Mora, che l’anno dopo aveva visto eleggere con il 90% dei voti validi la nuova segreteria confederale e che vide il ritorno di Luca Chiesi della Filctem e tra i rappresentanti della minoranza camussiana, che l’anno prima era uscito dalla segreteria per protesta dopo che Matteo Alberini era stato sostituito da Luca Marchesini, considerato vicino al segretario Mora.

La pace è durata poco però, proprio sulla scia delle elezioni successive. Il ritrovato pluralismo interno non ha sciolto le riserve, con la Fiom che ha sempre puntato a un segretario proveniente dalle tute blu, per molti inquadrato in Valerio Bondi, mentre altri puntavano su una segreteria con diversa impronta.

La rielezione di Mora, candidato unico nel 2018, saltò ai voti e terminò con l’uscita del segretario, che diresse verso gli avversari una durareprimenda: «Siete dei farabutti!» tuonò dentro al teatro Ariosto, facendo capire che era stato appena consumato il più grande colpo di scena nella storia della Cgil reggiana, che ha lavorato ora per giungere senza sorprese né sbavature di sorta all’elezione del nuovo segretario. —

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