Cordoglio in montagna per la morte di Poletti: stamattina il funerale

Supertifoso della Reggiana, vendeva frutta e verdura. È stato stroncato da un malore. Il rito funebre a Vallisnera

VENTASSO. Continua l’onda di commozione e dolore generata dalla morte improvvisa di Alberto Poletti, 49enne di Vallisnera di Collagna ucciso da un infarto nelle prime ore di domenica 7 marzo, di cui oggi verrà officiato il funerale.

Poletti era una figura notissima in tutta la montagna per il suo impegno e per le sue passioni, ed era uno dei tifosi più noti del vecchio gruppo degli Ultras Ghetto, storici sostenitori della Reggiana Calcio. Per decenni Poletti non ha mai perso una gara, ha partecipato a centinaia di trasferte assieme ai vari gruppi organizzati, presente ai raduni e alle feste, e anche la società granata gli ha reso omaggio domenica sera, sistemando un mazzo di fiori sotto la “sua” curva Sud. A stroncare Poletti è stato un malore improvviso, che non ha lasciato possibilità di intervento ai soccorritori dopo l’allarme partito nel piccolo borgo di Vallisnera, il paese da cui proviene la sua famiglia e in cui Alberto viveva da decenni dopo una parentesi in Liguria, a La Spezia, dove il padre e la madre si erano trasferiti per motivi di lavoro e il 49enne era nato.


Poletti lascia la compagna Monica, papà Renato e mamma Nicoletta, il fratello Andrea (che a propria volta vive a Vallisnera) con la cognata Francesca e i nipoti Stefano e Giulia. Il funerale si svolgerà stamattina: il corteo funebre partirà alle 9.15 dalle camere ardenti dell’ospedale Sant’Anna per la chiesa di Vallisnera. Al termine della funzione, la salma verrà inumata nel piccolo cimitero locale.

L’amarezza degli amici è tanta anche perché con le attuali restrizioni quasi nessuno fra loro potrà partecipare alla cerimonia di congedo. Alberto, che per anni ha lavorato come venditore ambulante di frutta e verdura, era molto conosciuto in tutta la montagna per il suo carattere aperto e ironico, con la battuta tagliente sempre pronta ad arrivare, per l’amore per l’Appennino, per la musica e in particolare per i Cccp, per il tifo calcistico e per la fiera passione politica, orgoglioso militante di sinistra.

Fra i messaggi di cordoglio, nella giornata di ieri è arrivato anche quello del Parco Nazionale, ente con cui il fratello Andrea, allevatore di pecore, ha spesso collaborato in passato. —



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