Il sicario di Ilenia davanti al giudice

Interrogatorio di garanzia oggi per il 53enne Pierluigi Barbieri accusato del delitto su mandato dell’ex marito della vittima

REGGIO EMILIA. È il giorno dell’interrogatorio di garanzia per Claudio Nanni, ex marito della vittima, e per il reggiano Pierluigi Barbieri, accusati di essere rispettivamente mandante ed esecutore dell’omicidio di Ilenia Fabbri, la 46enne sgozzata il 6 febbraio scorso nel suo appartamento di via Corbara a Faenza. In attesa dell’interrogatorio, proseguono intanto gli accertamenti di varia natura anche sui circa 2.200 euro in contanti sequestrati nella casa di Barbieri a Bagno, dove il 53enne reggiano – detto “lo Zingaro” – è stato arrestato dalla polizia alle prime ore di mercoledì con l’accusa di essere il sicario del delitto. Gli inquirenti vogliono in particolare chiarire l’origine esatta di quel denaro e capire se possa avere o meno collegamenti con l’omicidio della 46enne per il quale, nello stesso giorno, è stato arrestato, con l’accusa di essere il mandante anche l’ex marito della donna, il 54enne faentino Claudio Nanni, amico di Barbieri, con il quale era legato dalla passione per le moto.

Il procuratore capo di Ravenna, Daniele Barberini, subito dopo i due arresti, aveva assicurato che «sono in corso indagini bancarie» sebbene «non ci sono grandi aspettative anche perché non credo che troveremo un assegno». Aveva poi aggiunto di non pensare «a una cifra altissima». Per quanto riguarda l'interrogatorio di garanzia dei due sospettati, è stato fissato davanti allo stesso gip Corrado Schiaretti che ha emesso le misure restrittive su richiesta dei pm Barberini e Angela Scorza.


Accusati di un femminicidio, ne dovranno rispondere per la prima volta davanti alla giustizia proprio l’8 marzo. In particolare il giudice per le indagini preliminari ha fin qui delineato un «quadro cautelare gravissimo» che attesta «l’estrema pericolosità sociale di entrambi gli indagati».

Di Nanni è stato messo in rilievo il suo «attaccamento al denaro, l'assenza di remore a compiere qualsiasi atto per interesse patrimoniale». Il presunto movente dell’omicidio è di tipo economico, ovvero individuato nei contenziosi civilistici fra Nanni e la vittima sul patrimonio coniugale. Per quanto riguarda Barbieri, il gip ricorda che in una «recente e grave spedizione punitiva – il riferimento è per un episodio accaduto nel febbraio 2020 a Predappio (Forlì-Cesena) culminato con l’arresto e la condanna di quattro persone – aveva «manifestato la sua propensione per la commissione di crimini a pagamento». Tanto che in una intercettazione di quel procedimento, «aveva manifestato la sua incapacità a resistere alle proposte» in tal senso «ogni volta che si trovava in difficoltà economiche». Circostanza che per il gip, inoltre, «pare piuttosto frequente».

A difendere Nanni davanti al giudice è l’avvocato Guido Maffucini, Barbieri, invece, aveva scelto come legale di fiducia l’avvocato Raffaele Coletta del foro di Ravenna, che tuttavia non ha accettato l’incarico per un rischio di incompatibilità, dal momento che conosceva indirettamente la vittima del delitto e aveva inoltre già difeso uno dei complici della spedizione punitiva ai danni del disabile. In caso di mancata nomina di un nuovo avvocato di fiducia, il 53enne reggiano sarà difeso Maria Grazia Zama, nominata difensore d’ufficio. Oltre a una recidiva per ciascuno dei due indagati, sia a Claudio Nanni sia a Pierluigi Barbieri è contestata l’aggravante della premeditazione del delitto. —


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