Il Covid non limita gli spostamenti di caccia e scoppia la polemica

L’ordinanza di Bonaccini consente trasferte anche nelle altre province regionali. Stella  Borghi: «Tutti gli altri sono  invece sottoposti a limitazioni»

VENTASSO. Nonostante l’Emilia-Romagna sia in zona arancione e “a tratti” in zona rossa e arancione scuro, l’attività venatoria non si ferma ed è autorizzata praticamente senza confini. Un provvedimento che sta facendo discutere gli animalisti reggiani. «Ci permettiamo di auspicare un serio ripensamento da parte del presidente Bonaccini», dichiara Stella Borghi, presidente degli Amici della Terra Club di Reggio Emilia.

Con un’ordinanza del presidente datata 3 marzo, infatti, a partire dal giorno successivo è stabilito che è autorizzata l’attività venatoria di selezione nonché l’attività di censimento sono consentite nel Comune di residenza, domicilio o abitazione, nell’Atc di residenza venatoria, nelle Aziende faunistiche venatorie, agrituristico venatorie e nelle Aree per l’addestramento e l’allenamento dei cani situate in Comuni diversi da quello di residenza così come si può negli appostamenti fissi autorizzati dalla Regione anche in Comuni diversi da quello di residenza.


Insomma, per i selettori non ci sono limiti. Gli spostamenti da Comune a Comune, così come tra provincia e provincia si possono fare. Non si può solo sconfinare oltre regione.

Un provvedimento però che inevitabilmente fa discutere in un periodo storico come quello che stiamo vivendo in cui invece gli spostamenti subiscono importati limitazioni, con l’obiettivo di contenere la pandemia.

«Mentre gli abitanti dell’Emilia-Romagna e tutte le attività commerciali e sportive sono sottoposti a limitazioni sempre più stringenti sulle possibilità di movimento per motivi sanitari connessi al dilagare del Covid e delle sue molteplici varianti – scrive ancora Stella Borghi – alcune migliaia di cittadini hanno invece libertà di circolazione all’interno dei confini amministrativi regionali».

«Sono i selecontrollori abilitati all’esercizio della caccia di selezione – va avanti – Lo stabilisce il decreto del Presidente della giunta regionale numero 24 del 3 marzo 2021 entrato in vigore il giorno successivo cioè il 4 marzo sia nelle zone arancioni che in quelle rosse poiché “la caccia di selezione agli ungulati è indispensabile a far fronte al pesantissimo impatto sulle produzioni agricole di collina e montagna” e per prevenire le collisioni stradali con la fauna selvatica che sarebbero stati 4.500 negli ultimi 5 anni». «Mi permetto di valutare che l’impatto con il Covid e con le sue varianti è molto più pesante – conclude – È comunque il caso di ricordare che i piani di controllo devono essere annuali e sulla base dei censimenti che non sono stati fatti negli ultimi due anni causa Covid». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA