Da Reggio un appello a sostegno di Zingaretti «Non devi dimetterti»

Dai circoli parte la mobilitazione in favore del segretario Inviate in poche ore oltre seicento firme al Nazareno

REGGIO EMILIA. Una mobilitazione dal basso per chiedere a Nicola Zingaretti di ritirare le dimissioni da segretario nazionale Pd. Anche nel Reggiano la notizia rimbalzata da Roma ha subito suscitato una reazione di solidarietà verso Zingaretti, con circoli che si sono autoconvocati per deliberare un appello affinché le dimissioni vengano respinte dall’assemblea nazionale Pd prevista il 13 e 14 marzo, centinaia di messaggi che sono arrivati via social o mail ai dirigenti locali, e con oltre 600 firme inviate direttamente al Nazareno.

«Assistiamo con sdegno in queste ore all’ennesimo blocco dell’azione politica del partito, causato da personalismi e fronde interne. Non possiamo restare in silenzio se nel Pd il segretario nazionale non è posto nelle condizioni di lavorare nel pieno delle sue funzioni agendo la collegialità che lo ha contraddistinto. Pretendiamo che la classe dirigente dimostri la responsabilità che le è stata affidata con il voto delle politiche. Che lo faccia soprattutto per noi. Siamo nativi Pd, questo partito è la nostra casa. Ogni giorno scegliamo il Pd perché crediamo nelle ragioni della sua nascita: l’unità del centrosinistra. Chiediamo che Nicola Zingaretti ritiri le dimissioni», è il documento firmato dai Giovani democratici Riccardo Ghidoni (segretario Gd provinciale), Laura Arduini (segretaria Gd Rubiera), Nicolò Medici (segretario Gd Reggio Emilia), Martina Bonura (segretario Gd Bassa Reggiana) e Francesco Nasi membro della segreteria Gd Emilia-Romagna.


Ma moltissimi i semplici militanti che hanno inviato i loro accorati messaggi: «Da una anziana compagna di base: vi chiedo di lavorare perché Zingaretti rimanga», si è sfogata Aurora. E ancora: «Ho 65 anni, provengo da una famiglia operaia, due anni fa ho votato Zingaretti insieme a moltissimi altri e spero che quel voto lo convinca a non lasciare il partito», ha scritto Antonio. «Voglio esprimere tutto il mio dissenso e rammarico per quel che succede nel partito. Voglio ringraziare Zingaretti e chiedergli di ripensarci, la base è con lui», dice Gaetano. «Era il 4 maggio del 2019, io non credevo più nel partito da un po’, eppure Zingaretti è riuscito a riaccendermi la scintilla. Ho partecipato al suo comizio al Rosebud portando anche mia madre che quel giorno mi ha detto: “finalmente il Pd sta rinascendo”», racconta la giovanissima Sara. Diversi i circoli che, pur se via computer, giovedì si sono riuniti in urgenza.

Come a Rubiera: «L’assemblea degli iscritti Pd di Rubiera chiede con forza che il segretario nazionale, Nicola Zingaretti, pienamente riconfermato nel suo ruolo, sia messo dalla comunità dei democratici nelle condizioni di ritirare le proprie dimissioni. Abbiamo bisogno di trasmettere al Paese unità, forza, coraggio, e di imprimere la massima qualità nel lavoro del Governo di una emergenza che sta dilaniando l’Italia». Ora non resta che capire cosa accadrà nell’assemblea nazionale dei democratici e se tutti questi appelli riusciranno a far cambiare idea a Zingaretti. —

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