«Con la variante Italgraniti un danno al Comune pari a un milione di euro»

Le opposizioni all’attacco:  «Dimezzato il valore dei  terreni. Azioni a tutela dell’interesse della collettività e delle casse dell’ente»

SAN MARTINO IN RIO. Un danno alle casse del Comune pari a un milione di euro. È quanto sostengono derivi dall’ “operazione Italgraniti” i consiglieri di opposizione Fabio Lusetti (Progetto San Martino), Luca Villa, Davide Caffagni e Maura Catellani (Alleanza civica per San Martino in Rio), che sull’argomento tornano ribadendo le critiche e affilando ulteriormente le armi. Con la minaccia di «eventuali azioni a tutela delle casse comunali e dell’intera collettività».

«Sulla variante urbanistica Italgraniti i conti non tornano – dicono i consiglieri di opposizione –. Manca quasi un milione di euro. Abbiamo chiesto invano chiarezza alla Giunta Fuccio». Alla base ci sarebbe, secondo i consiglieri di Progetto San Martino e di Alleanza civica, un deprezzamento del valore del terreno sul quale dovrebbe sorgere l’ampliamento e un conseguente dimezzamento dell’importo che secondo le norme regionali l’azienda dovrebbe versare al Comune come contributo straordinario.


«Una svista? Una scelta politica? Un errore? – chiedono i consiglieri –. All’assessore Luisa Ferrari chiediamo ora di spiegare come mai la Giunta di cui fa parte ha qualificato e valorizzato il terreno Italgraniti come non urbanizzato, quando la stessa Giunta e la stessa Assessore Luisa Ferrari, nel 2019, lo hanno compreso nel piano delle aree urbanizzate?».

Il vero nodo del problema, sostengono infatti, è sui valori economici della variante urbanistica per la quale «Italgraniti – ricordano – per norme nazionali e regionali, deve farsi carico degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria (allargamento strada, ciclabile e parcheggio) e del contributo straordinario da versare al Comune, fissato dalla Regione in misura pari al 50 per cento dell’aumento di valore del terreno trasformato da agricolo a industriale». Ma «la giunta Fuccio ha stimato il valore acquisito dal terreno Italgraniti a seguito della trasformazione da agricolo a industriale a 50 euro al metro quadro. Un importo fuori mercato. Possibile – domandano i consiglieri – che il costo al metro quadro sia solo di 50 euro quando lo stesso Comune, ai proprietari di terreni a destinazione industriale/produttiva e quindi parificabili a quello di Italgraniti, faccia pagare l’Imu calcolata sul valore del terreno pari a 105 euro al mq?».

Non vale poi, secondo le opposizioni, l’obbiezione secondo la quale il terreno in oggetto sarebbe non urbanizzato (valore 45 euro al mq), come sostenuto dall’amministrazione. «Nel 2019 il consiglio comunale – spiegano – ha approvato la planimetria del territorio comunale urbanizzato proprio per il calcolo del contributo di costruzione; tutto il terreno oggetto della variante urbanistica Italgraniti è ricompreso nel territorio urbanizzato. Dunque, il valore attribuito dal Comune al terreno Italgraniti è pressoché la metà del valore attribuito a terreni di uguale destinazione in altre zone del Comune».

Risultato? «Gli effetti economici di tale scelta potrebbero essere devastanti: oggi, applicando il valore di 50 euro/mq Italgraniti deve versare un contributo straordinario di circa 900mila euro. Ove – come anche indicato dalle delibere regionali – si applicasse il valore che lo stesso Comune attribuisce a fini Imu al terreno, cioè 105 euro, all’amministrazione locale spetterebbero più o meno altri 900mila euro aggiuntivi. Potremmo essere di fronte a un caso di un grave danno alle casse comunali».

«Valuteremo – concludono i consiglieri – le azioni da intraprendere a tutela delle casse comunali e dell’intera collettività che, con la variante promossa dalla amministrazione, potrebbe perdere più di 900mila euro». —


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